La vendetta di Dio

di Giuliana Dea “julka75”

Il vecchio con la barba bianca guarda dal finestrino la Terra che si allontana, a velocità costante. Sembra dispiaciuto. Viene distratto dal rumore di una porta che si apre alle sue spalle.
Si volta il tempo necessario per riconoscere un giovane dalla barba e i capelli corvini. Il giovane gli somiglia.
“Sei tu”.
“Chi pensavi che fosse? Giuda?”
“Non nominare quel…”
“Quel cosa, papà? Sono curioso di sentirlo. Cosa sarebbe, Giuda, a parte un poveretto che ha avuto la sfortuna di capitare nel mezzo delle profezie di quel cretino di Isaia?”
Il vecchio si volta.
“Sono secoli che ti ripeto che Isaia non è un cretino”.
Il giovane assume un’aria beffarda. “Dimenticavo. Isaia è un altro dei tanti strumenti nelle tue mani. Non bisogna offenderlo perché per mezzo di lui è stata predetta la venuta dell’Agnello. Isaia ha un posto speciale nel cuore di Dio”.
La Terra, fuori dal finestrino, è sempre più lontana.
Ancora pochi minuti e diventerà un puntino
“Non sei mai riuscito a digerire la profezia”.
“Non è proprio così, papà. C’è stato un tempo in cui pensavo che tu fossi infallibile, che le tue ragioni fossero oscure per i mortali, ma che tutto questo fosse un grande progetto. Che meraviglia, la Terra. Un posto dove l’Uomo è l’essere più illuminato e vive secondo le regole del Dio che l’ha creato con la sola imposizione della sua saliva su una manciata di fango”.
“Sento del sarcasmo nella tua voce”.
“Non ti si può nascondere niente”.
Il vecchio guarda il figlio, dapprima con l’aria di volerlo punire. Poi osserva le sue mani e riconosce le ferite dei chiodi, mai rimarginate. Abbassa lo sguardo.
“Lo so. Non sono stato un grande padre. Ti ho mandato al macello”.
“Oh, ma io non ho smesso di considerarti un dio quando mi hanno crocifisso. Vedi, tuo figlio è stato così idiota, anche mentre lo hanno fustigato, lo hanno costretto a portarsi la croce fino al Golgota, lo hanno fustigato e lo hanno crocefisso, da pensare che comunque tutto questo avesse un senso, perché doveva compiersi la tua volontà. Persino quando la folla ha scelto Barabba ho pensato ‘è giusto così’. Era scritto nei libri dei Profeti, e chi ero io per contraddire la parola di quel cretino di Isaia?”
Il vecchio stavolta si volta con rabbia.
“Ti ho detto di non usare quel linguaggio!”
“Papà, non posso non usare questo linguaggio! Sono tuo figlio ma sono anche il figlio dell’Uomo, ti ricordi? E l’Uomo parla così, dice queste cose, spesso e volentieri, proprio perché tu lo hai creato imperfetto ma libero di scegliere. E a dirla tutta il linguaggio dell’Uomo mi piace. È molto più diretto di quelle insulse parabole che mi costringevi a raccontare al tuo Popolo Eletto”.
Il vecchio si porta le mani sulla faccia.
“E va bene. È stata colpa mia. Devo prendermi questa responsabilità”.
“Bravo, papà. Per la prima volta da quando ti conosco ammetti di non essere poi così infallibile”.
“Certo, ho commesso degli errori, ma li ho commessi con te. Tutto il resto mi è venuto discretamente”.
“Dici? Hai dato un’occhiata alla Terra da quando mi hai spedito a mondare i peccati? Perché non mi pare che sia stata uno spettacolo di perfezione. L’uomo commette un errore dietro l’altro, è sull’orlo di una guerra che potrebbe distruggere il pianeta, e i tuoi seguaci sparsi in giro per i continenti sono in lotta tra loro. Mi pare che il comandamento dell’amore non abbia funzionato granché”.
“Gesù, il comandamento dell’amore è stata una tua idea. Sei stato tu a tirare fuori questa cazzata…”
“Incredibile. Ti dai al turpiloquio anche tu?”
Il vecchio è stizzito.
“Guarda cosa mi fai dire”.
Riprende il controllo.
“Comunque sei stato tu a tornare dall’India con tutte quelle scemenze in testa. Non avrei mai dovuto permetterti di completare la tua formazione fuori dalla Palestina”.
Adesso il figlio scoppia a ridere.
“Stai a vedere che l’esperimento è fallito perché io ho deciso che le tue vendette erano roba da vecchi rancorosi…”
“Ti sbagli, figlio mio. Il comandamento dell’amore non è stato altro che un incidente di percorso, ma ha provato alla perfezione la mia teoria. La Terra ha compiuto egregiamente il suo dovere. L’uomo non è in grado di vivere secondo le tue strampalate idee. Amare il prossimo come sé stessi. Amare Dio. In quale libro new age hai letto questa roba? L’uomo è stato creato per odiare e per temermi. Non deve amare proprio nessuno. Guardali. Hanno tutto quello che gli serve per vivere in pace, ma sono egoisti, esosi, e continuano a combattersi. Sono il mio orgoglio. Hanno dimostrato senza ombra di dubbio che un essere pensante non ha bisogno di libero arbitrio, ma di terrore. E il prossimo mondo che creerò sarà un regno dove gli esseri viventi vivranno nel terrore del mio castigo, e dove nessuno si permetterà mai più di crocefiggere mio figlio”.
Gesù ridacchia.
“Tu non hai capito niente, papà. Io non verrò con te a giocare di nuovo alla Creazione”.
Il vecchio stavolta è spiazzato.
“Come sarebbe? Ci stiamo allontanando dalla Terra apposta…”
“No, papà. Io sto per salire su un caccia da ricognizione. Ho deciso di tornare sulla Terra. Casa mia si trova lì. Insieme alla mia fidanzata”.
Il vecchio si inalbera.
“Mio figlio non può avere una fidanzata! Non è un comportamento divino, questo!”
“Ma è umano. Ti ricordo che io sono figlio dell’Uomo. Sono pur sempre figlio di mia madre, non solo tuo”.
Gesù si volta per congedarsi. Il vecchio lo ferma.
“Non mi hai detto quando hai smesso di credere in me”.
Gesù si volta.
“Quando hai permesso a quell’altro cretino di un Papa di inventarsi il dogma dell’Assunzione. Non ho nemmeno potuto seppellire mia madre degnamente per colpa di questa cazzata. Quel giorno per me sei morto anche tu”.
Gesù esce dalla sala di comando e la porta si chiude. Il vecchio resta a guardare la porta per un attimo. Poi si volta.
Dalla finestra si vede un piccolo caccia che si allontana in direzione della Terra, ormai ridotta alle dimensioni di un puntino.
Il vecchio scuote la testa. Preme un pulsante rosso alla sua destra. Nell’attimo in cui lo preme, la Terra esplode. L’esplosione è così potente che lo spostamento d’aria raggiunge il caccia su cui viaggia Gesù e lo spazza via.
Il vecchio si allontana dalla finestra.
“Avevi ragione, figliolo. Essere vendicativo è sempre stato il mio più grande difetto”.
L’astronave continua il suo viaggio, come se nulla fosse stato.

__________
Giuliana Dea “julka75”
Milanese in prestito a tempo indeterminato a Roma. Da grande voleva fare la scrittrice, ma non c’era posto, così si è aperta un blog. Che poi sono diventati due, tre, e così via. Per un po’ di tempo è stata Apprendista Barista allo Starbooks, e poi lo Starbooks ha chiuso. Ora sta solo all’Ufficio Reclami, finché non deciderà di aprire un altro blog o di rimettersi a fare sul serio la scrittrice. Magari stavolta ci riesce
Ufficio Reclami

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(marco manicardi)
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2 risposte a La vendetta di Dio

  1. Pingback: La vendetta di Dio – Un n+1esimo racconto dell’n+1esimo libro della fantascienza | Ufficio Reclami

  2. lauraetlory ha detto:

    Diosantissimo! Ma dove lo tenevi questo racconto? E’ micidiale!

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