Partigiani

di “cicciorigoli”

Cara madre,
non è facile star qui sulle montagne. Quando siamo partiti a fare la Resistenza a questi cani maledetti pensavamo sarebbe durata poco, e invece stiamo qui a patire la fame e il freddo da almeno due anni.
Cani maledetti.
Pensavamo fossero più stupidi di noi, e che li avremmo sconfitti in poco tempo. E invece stiamo asserragliati e non riusciamo ad avanzare di un passo, sono troppo rapidi a muoversi e hanno il grilletto facile. Certo, hanno dovuto modificare il grilletto per utilizzare i fucili, ma non pensavamo che avrebbero imparato così presto a puntare e a sparare. E poi maledizione, con quel loro naso riescono a sentirci ovunque, bisogna stare sempre sopravento e per noi umani non è così facile capire dove piazzarci per non farci sentire dai loro nasi umidi.
Cani maledetti.
Cara madre, ricordi come eravamo orgogliosi quando avevamo inventato il traduttore automatico cane/uomo? Finalmente avremmo potuto scoprire cosa pensava il nostro setter mentre lo portavamo fuori a pisciare, avremmo potuto sentire i suoi pensieri dolci mentre lo accarezzavamo.
E invece.
Chi se lo sarebbe mai aspettato che, davvero, gli mancava solo la parola? Erano più intelligenti di noi, loro e le loro code scondizolanti. Anni e anni a farci credere di essere i nostri migliori amici, mentre intanto imparavano come maneggiare un computer per poter accedere alle nostre informazioni. Anni e anni di cuccioli addormentati sulle gambe, che intanto memorizzavano tutto ciò che gli serviva per poterci attaccare.
E noi, cosa facevamo nel frattempo? Niente, gli lanciavamo una palla aspettando che ce la riportassero, gli davamo i croccantini perché avessero il pelo più lucido, e ci sentivamo superiori. Dovevamo capirlo allora che portarli fuori, seguirli con un sacchetto di plastica in mano e chinarci a raccogliere i loro escrementi ci faceva apparire una specie inferiore ai loro occhi, non superiore come ci sembrava tanto bello credere.
Come siamo stati stupidi, cara madre.
Ricordi madre, che bello fu la prima volta in cui fu messo un traduttore al collo di Alan, un collie scozzese? Aspettavamo tutti collegati in mondovisione, a un certo punto gli fu messo il collare traduttore e le sue prime parole furono “Da oggi umani e cani condurranno una vita comune che possa dare a entrambi pace e prosperità”.
Ricordi madre come ci rimase impresso in testa quell’uso disinvolto del congiuntivo? Un animale che pensava esattamente come noi, ma non aveva mai avuto la possibilità di esprimersi. Finalmente saremmo stati un po’ più simili.
Troppo simili, cara madre.
E ti ricordi quando abbiamo avuto quella grande idea di dare loro il diritto di voto? Se sono così intelligenti, allora bisognava equipararli all’essere umano. Non avevamo calcolato che si sarebbero presentati in massa ai seggi per votare i loro candidati. Senza contare il casino per capire quando arrivasse la maggiore età per i cani, visto che ogni loro anno vale sette ma era ancora difficile stabilire quando fossero nati, e senza contare tutti i soldi che abbiamo speso per dotare ogni seggio di un veterinario che potesse confermare la loro età e il loro diritto al voto. Ma non ci fu il tempo per trovare eventuali brogli, ricordi mamma? Subito dopo le elezioni, acquisita la maggioranza assoluta in parlamento e dopo averci messo in completa minoranza, cambiarono la Costituzione votando l’espulsione dell’uomo da ogni forma di rappresentanza. Ci hanno tolto tutto, madre mia. Dopo anni passati a spazzolarli, adesso erano loro che si scrollavano noi di dosso, costringendoci a dichiarare guerra per scacciarli dalla nostra patria.
Una guerra lunga e dura, pensavamo di mandarli via dai palazzi del potere lanciando qualche palla e, mentre correvano a riportarcela, occupando di nuovo il posto che ci spetta di diritto. Invece avevano capito il trucco, i bastardi, e sapevano che una palla non va mai rincorsa per non trovarsi scoperti. Poi, appena preso il potere, si sono tolti il traduttore, e non siamo più riusciti a capirli. I nostri migliori scienziati, proprio quelli che avevano scoperto quell’aggeggio malefico e gli unici in grado di capirli, sono stati costretti a combattere contro dei pitbull. Ci hanno costretti a guardare mentre le nostre migliori menti provavano a combattere senza alcuna speranza. Ti ricordi mamma che schifo, ti ricordi il sangue sparso ovunque, i corpi a terra e i pitbull che ridevano? Lo so, i cani non ridono, ma a noi era sembrato proprio così. I loro denti che scintillavano e intanto grondavano sangue, e nessuno sapeva più come tradurre i loro latrati. Che cosa si dicevano, che cosa si stavano abbaiando in quel momento, non lo sapevamo. Gli unici che continuavano a portare il collare, solo per il gusto di umiliarci, erano i ministri. Discorsi roboanti gracchiati con una voce metallica che farneticavano di superiorità canina, razze quadrupedi superiori e tutto il loro armamentario di nazismo a pelo lungo.
Fa freddo in montagna, cara madre, e noi non abbiamo nessun pelo che ci copre. Hanno delle maledette squadre di husky che perlustrano il territorio e ci scovano, continuiamo a perdere compagni ogni giorno, conoscono tutti i trucchi dei nostri addestratori e non si fanno fregare mai. Saremo costretti a passare un altro inverno qua, e chissà quanto tempo ancora, a cercare di non farci trovare da loro e a mangiare il meno possibile, perché sono bravissimi a fiutare il cibo. E pensa, gli abbiamo insegnato noi nel corso dell’evoluzione a puntare in direzione della preda.
Ci avresti mai pensato, cara madre, che un giorno la preda saremmo diventati noi?

__________
“cicciorigoli”
Ha scritto Libreria Alessandria per i tipi di Blonk Editore, si esibisce sui palchi perché così è sicuro di trovare posto nei locali e suona male il basso. Ha un’insana passione per Umberto Tozzi, 33 anni, una moglie, un figlio e i baffi.

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(marco manicardi)
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