Alba croccante

di “FFrancesco”

Le mani dietro la schiena, Antonello De Maria passeggiava fra le dune e i cactus del giardino del Quirinale: al tramonto gli piaceva fare due passi all’aperto, senza pericolo di disidratarsi troppo al clima torrido di quel fine dicembre romano. D’altra parte lui era il Presidente Capotavola della Repubblica Presidenziale Alimentare Italiana, da quest’anno anche Chef Del Consiglio ad interim, e poteva rinfrescarsi attingendo al più esclusivo frigo bar blindato della nazione, ripieno di introvabili bottiglie d’epoca di acqua minerale.
Era stato entusiasmante vincere nuovamente le elezioni nazionali alla finalissima di MasterRepublic. Il suo partito, Alba Croccante, aveva ricevuto il maggior numero di tweets, beneficiando anche di un premio di maggioranza di 120 coperti in più alla Tavolata dei Deputati. La schiacciante vittoria, e le regole del Nuovo Menu Costituzionale conferivano al Presidente Capotavola un potere assoluto, in pratica poteva decidere in completa solitudine se mettere sulla tavola di un cittadino italiano la metà concreta di un pollo piuttosto che l’altra parte mancante.
Per rientrare nel suo studio attraversò il corridoio arredato dai quadri dei Padri Fondatori della Repubblica Alimentare Italiana: la barba imbiancata dagli anni di Carlo Tracco, l’ideologo e filosofo di origine greca Sfyros, fino alla venerata Santa Pasta Madre Antonella Chierici, della quale lui stesso portava il nome. La morte inaspettata della Chierici, avvenuta in diretta televisiva per colpa dello stesso vibrione mutante che aveva sterminato mezza popolazione europea, aveva commosso la nazione, facendo da scintilla alla rivolta contro il governo dell’epoca. La Coalizione Tecnica delle Grandi Intese dovette sparecchiare la Tavola in fretta e furia, e sotto il fitto lancio di forchettine di plastica, indire elezioni anticipate e cedere il posto agli albacroccantisti.
Cambiamenti climatici, esaurimento delle risorse idriche, pandemie di neovirus, avevano messo in ginocchio la società occidentale, ma una nuova Speranza, oggi chiamata dagli storici Fase Della Grande Prenotazione, era partita dagli Stati Uniti: guidati dall’ideologo Martin Rampay, figlio del mitico Gordon, gli americani si erano uniti nel segno dell’ultima ideologia rimasta al mondo: il cibo. Il Republican Party era diventato Republican Food Party, con un manzo a stelle e strisce come simbolo, mentre i Democratici avevano optato per un più popolare Democratic Street Food Party, con un’aquila che ghermiva un hot dog.
In Italia, le vecchie barriere e consuetudini ideologiche erano state più difficili da estirpare, e rimanevano echi di epoche passate nei nomi dei partiti d’opposizione: Partito Doppiapanatura, Rifondazione Sughista, la separatista Lega Cauda, o il Movimento 5 Forchette.
Nessuno di questi partiti aveva saputo offrire qualcosa di più appetibile di Alba Croccante in campagna elettorale: la proposta di abolizione della Tassa sugli alcolici sbaragliò gli avversari. Gli italiani, costretti a bere e lavarsi con lambrusco, albana e frascati dopo che l’acqua fu nazionalizzata e razionata al centilitro, votarono Alba Croccante in massa. Quasi nessuno fece caso ad alcune spregiudicate teorie sulla deregolamentazione delle fritture del suo leader De Maria. Pochi anacronistici radical-chic sovversivi della Sacra Carbonara Rivoluzionaria vennero messi con ferma discrezione a tacere (qualcuno sostiene a bollire), e venne persino chiusa la popolare trasmissione “È Pronto il Report”, rea di aver accusato le grandi Friggitorie Statali delle sparizioni di diversi pensionati, dissimulate da Crociere Premio senza ritorno.
Rientrato nel suo studio, il Presidente rilesse il testo del suo messaggio di Fine Anno, avrebbe messo a tacere le polemiche sottolineando il risanamento del bilancio delle Mense Inps, finalmente ci sarebbe stata la copertura finanziaria per la cancellazione della impopolare tassa sugli alcolici. L’aria condizionata rinfrescava come una brezza quei suoi venti metri quadrati di potere infernale. Controllò che fosse a posto il ritratto dietro la scrivania del prestigioso trisavolo che abbracciava sua nonna… “bei tempi, saresti stato contento di me, vecchio Silvio”. La bandiera con il piatto di pastasciutta tricolore era ben spiegata, la coccarda a effige di pizza ben appuntata sulla giacca. Ecco, era pronto per le telecamere.

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“FFrancesco”
Praticamente innocuo, scrive storielle da Piacenza.
FFLAB – @Spiffrancesco

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(marco manicardi)
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