Il reperto (un racconto di fantascienza con effetti speciali)

di Barbiano Panzucci

[FSHHHHH] La porta scorrevole del ponte di comando si aprì col solito sibilo di ratto di Zufron schiacciato con perizia. Il capitano Krodo l’attraversò con ampie falcate, con quella sua andatura quasi saltellante da ballerino classico, sottolineata dalla divisa super attillata che si era fatto appositamente confezionare. [FSHHHHH] In faccia era percorso da lievi solchi rossastri che tutti gli ufficiali in plancia conoscevano bene, ma che chiunque altro avrebbe facilmente riconosciuto come segni del cuscino. Il signor Voorzog, mantenendo comunque due terzi più uno degli occhi sulla strumentazione, vide che si trattava del capitano, si mise sull’attenti e gridò – Capitano in plancia! – invitando con l’ocarina sonica che teneva al collo tutti i presenti al saluto. [FIUUUUHU]
Krodo si bloccò frastornato, fece un debole saluto di risposta e si rivolse al suo secondo.
– Signor Voorzog.
– Sissignore.
– Come primo ufficiale credo debba essere consapevole del fatto che la mensa della nave a quest’ora non serve già più la colazione.
– Sissignore, sono le 4 e 53 pomeridiane. Il servizio colazione termina, secondo i nuovi orari da lei indicati il mese scorso, alle 2 e 30 pomeridiane.
– Signor Voorzog.
– Sissignore.
– Non le sarà certamente sfuggito che siamo su una nave spaziale.
– Non mi è sfuggito, signore.
– Allora mi dica, signor Voorzog: le risulta che una nave spaziale orbiti in modo stabile attorno a una o più stelle e che possieda inoltre un moto di rotazione tale da poter essere utilizzato come base per un sistema di scansione cronologica?
– Nossignore, non mi risulta.
– E allora, signor Voorzog, chi ha inventato gli orari di cui va parlando?
– Gli orari che ho citato si riferiscono al fuso orario ufficiale e sincronizzato delle navi della Flotta stellare, stabilito nella versione 3.1 dello Statuto della Flotta, con le modificazioni apportate in seguito nelle versioni 3.4 e 4.1.
Il capitano rimase per un attimo in silenzio, in modo da impostare il tono su irritato.
– Signor Voorzog, lei, come primo ufficiale al mio comando è tenuto a comunicarmi con solerzia tutte le direttive emanate dalla Flotta. Contravvenendo a questi suoi doveri rischia la corte marziale. Come intende giustificare la mancata comunicazione delle norme che ha appena citato?
– Signore, l’ultima norma che regolamenta il fuso orario sulle navi della Flotta è stata emanata 11 anni fa. Io sono entrato a far parte della Flotta 9 anni fa. Essendo lo Statuto materia di studio all’Accademia non ho ritenuto necessario informarla al riguardo quando ho assunto l’incarico di ufficiale qui sulla Crodino, 3 anni fa.
– Signor Vorzoog.
– Sissignore.
– Informi la mensa che da domani la colazione verrà servita fino alle 5 pomeridiane.
– Sissignore.
– La domenica fino alle 6.
– Sissignore.
– Inoltre, signor Voorzog, invii una nota al comando della Flotta in cui si richiede un riallineamento dell’orologio della Crodino con il cronosegnale centrale. E dica alla mensa di mandar su dei toast… Li fanno i toast a quest’ora?
– Sissignore, li fanno.
– Qualcun altro vuole dei toast?
– Io ne gradirei uno, signore – disse Bosiski alzando un tentacolo dalla console armamenti.
– Con cosa, signor Bosiski?
– Pane bianco, funghi di Yuggoth, salamella Klorr e pecorino, signore.
– Lei è un buongustaio, signor Bosiski.
– Grazie signore.
– Quindi, signor Voorzog, due toast con pane bianco, funghi di Yuggoth, salamella Klorr e pecorino, che sono curioso di assaggiarlo anch’io, e anche un altro per me con delfino, bufala e gemme talloriane. È tutto il giorno che sono a digiuno, per le mille forme di Glupa!
– Sissignore – rispose il primo ufficiale.
Krodo si accomodò sulla poltrona di comando ovoidale [PSSSSSFHH], sospesa a mezz’aria al centro del ponte. Sebbene a prima vista fosse uguale alle altre presenti sui ponti di comando della Flotta, quella che ospitava il fondoschiena di Krodo aveva subito delle modifiche che lui stesso aveva esplicitamente richiesto. Innanzitutto una canale di comunicazione diretto e criptato con il bar del ponte numero 3 [%°!*&?$]. Poi un sistema di ecomassaggio [rrrrRRRRrrrr]. E infine la revisione della combinazione di tasti per attivare l’espulsione rapida. La poltrona era infatti anche una capsula di salvataggio che il capitano poteva usare come ultima risorsa in caso di minaccia mortale. Solo che Krodo, giochicchiando coi tasti della console, si era lanciato fuori dall’astronave [WYOOOOSSH] per ben tre volte. Alla fine si decise per una sequenza che prevedesse l’uso di mani, piedi e lingua contemporaneamente. Pareva funzionare, visto che erano ormai 5 mesi che il capitano non si ritrovava sputato nello spazio.
– Signor Voorzog, dove siamo?
L’ufficiale interagì per pochi istanti con la console [TITITÌ-TIDITÌ] muovendo rapidamente le sue lunghe e numerose dita.
– Stiamo attraversando a ipervelocità il settore 3-0-2, diretti verso la base stellare Dovka. Tempo stimato per l’arrivo: 5 ore e 32 minuti.
– Per le mille forme di Glupa, signor Voorzog, se avessi voluto una risposta del genere avrei chiesto al computer… Ascolti: computer?
– Sì capitano? – una calda voce femminile si diffuse sul ponte di comando.
– Dove siamo?
– Stiamo attraversando a ipervelocità il settore 3-0-2, diretti verso la base stellare Dovka. Tempo stimato per l’arrivo: 5 ore e 31 minuti.
– Capisce, signor Voorzog?
– Nossignore.
Un silenzio d’attesa calò tra gli ufficiali addetti alle varie console.
– Bah! Voi siriani siete troppo inquadrati per godervi l’universo. Là fuori ci sono nebulose, stelle, pianeti, e soprattutto c’è gente, signor Voorzog, gente! Civiltà, popolazioni, creature, le chiami come le pare, ma è gente. E lei mi dice “settore 3-0-2”. Cosa c’è di bello nel settore 3-0-2? Chi ci abita? Che gente c’è nel settore 3-0-2? Sono primitivi o tecnologicamente avanzati? Somigliano più a me, o più a lei? (Speriamo più a me, con tutto il rispetto per voi di Sirio.) Hanno una, due o quindici teste? Mandano i figli a scuola o li tirano sugli alberi per fargli raccogliere dei frutti squisiti? Vivono in case di legno, sott’acqua, sulla cima di montagne altissime? Hanno le multinazionali stronze, l’inquinamento, le puttane? Bestemmiano, scopano, lo fanno l’aperitivo?!
In un silenzio rotto solo dai segnali delle console [BIBIBÌ-BI-BIBÌ-TRRRH], l’ufficiale fissò con tutti i suoi 31 occhi il capitano.
– Signore, il settore 3-0-2 è assolutamente privo di corpi celesti. È infatti noto fin dalla prima Mappatura Galattica del 2251 come Grande Vuoto di Holtz, una zona priva di sistemi o altri corpi celesti che si estende per 7300 anni luc… – [FSHHHHH]. Lo chef di bordo entrò sul ponte con in testa il cappello del mestiere e in mano un vassoio di plastica coperto da una cupola trasparente – Per chi sono i toast? [FSHHHHH]
– Grandioso! Avevo una fame che neanche immagina, signor Borghetti – il capitano scattò dalla poltrona [HHFSSSSSP], lanciandosi verso il suo primo pasto quotidiano.
– Il signor capitano mi scuserà, ma le gemme talloriane non erano disponibili. Mi sono preso la libertà di sostituirle con dei pomodori secchi.
– Fantastico! Signor Voorzog?
– Sissignore.
– Prenda nota: presso la stazione Dovka ci riforniremo di gemme talloriane.
– Signore, le gemme talloriane sono state escluse 6 mesi fa dai generi alimentari di cui la Flotta rifornisce le sue cucine in conseguenza del loro costo elevato.
– Costo elevato?
– Sissignore. Attualmente il prezzo di un chilogrammo di gemme talloriane equivale a quello di un pianeta di classe M3.
Krodo rivolse il mento leggermente in alto, contemplando chissà quali infinità con la mente, mentre con la bocca iniziava a contemplare già il secondo toast – Lo valgono, un pianeta intero, mi creda.
Borghetti interruppe il momento zen gastronomico gridando – Di chi è l’altro toast?!
– Eccomi! – dalla sua postazione Bosiski allungò un tentacolo verso il vassoio, ma il capitano fu più rapido.
– Signor Bosiski, non le dispiacerà se il suo capitano la priva di questo toast. In fondo è colpa sua, che ha proposto così succulenti ingredienti! Ahahah! – la rumorosa e sputacchiante briciole risata di Krodo attraversò il ponte, mentre l’arto triste di Bosiski si ritirava, tornando al lavoro.
– Non si preoccupi, signor Bosiski, questo gesto non andrà dimenticato. Signor Voorzog?
– Sissignore.
– Inserisca nel diario di bordo una nota di merito a favore del signor Bosiski, con la seguente motivazione: l’ufficiale Bosiski si è dimostrato pronto al sacrificio per il bene di tutti i membri dell’equipaggio e per quello dell’intera Flotta stellare.
– Fatto signore.
– A lei Borghetti, invece, il mio personale ed ennesimo attestato di stima: i toast erano squisiti.
– Grazie capitano – rispose Borghetti, che quindi [FSHHHHH] abbandonò il ponte [FSHHHHH].
Tornato alla poltrona di comando [PSSSSSFHH], Krodo finì anche il terzo toast.
– Signor Voorzog.
– Sissignore?
– Non ho dimenticato ciò di cui stavamo seriamente discutendo poco fa.
– Bene signore.
– Allora mi permetta di chiederle: da quando le gemme talloriane costano così tanto?
L’ora seguente trascorse in discorsi che, partendo dalla gastronomia, giunsero, attraverso i tortuosi percorsi argomentativi messi in campo dal capitano, fino al concetto di vita non sufficientemente intelligente da potersi dichiarare non commestibile. La discussione fu a tratti piuttosto accesa, tanto che il capitano finì per far ritirare nei suoi alloggi, accompagnato da una nota di demerito, Uhr-Ve, l’insettoide addetto alle comunicazioni, colpevole di essersi difeso con troppa foga dall’accusa di essere un secondo piatto interessante. Tornata la calma, il capitano Krodo inziò a bisbigliare [%°!*&?$], segno che stava comunicando col bar del ponte 3. All’improvviso scattò un allarme [UIII-UIII-UIII] e Krodo saltò via dalla sua poltrona [HHFSSSSSP].
– Cos’ho toccato?!
– Niente, signor capitano. È un allarme di prossimità.
– Per poco non ci resto secco. Spegnete quel dannato affare! [UIII-UIII-UIiiifhhh] Signor Vorzoog, situazione.
– Il computer ha segnalato un oggetto sulla nostra traiettoria, siamo usciti automaticamente dall’ipervelocità.
Il capitano riprese il proprio posto [PSSSSSFHH] e iniziò a impartire ordini.
– Ongy, fermare i motori. [TI-TITÌ-TIDITÌ] Bosiski, alzare gli scudi, attivare puntamento cannoni ionici. [TI-TITÌ-TIDITÌ] Signor Vorzoog, analisi dell’oggetto. [TI-TITÌ-TIDITÌ] Uhr-Ve, scansione delle frequenze di comunicazione… Dove diavolo è Uhr-Ve?!
– L’ha fatto ritirare nei suoi alloggi, signore – chiarì Voorzog.
– Lo richiami in servizio, per le mille forme di Glupa!
– Sissignore.
– Signor Voorzog, mi pare di ricordare che il settore 3-0-2 è noto fin dalla prima Mappatura Galattica come Grande Vuoto di Holtz, una zona di niente estesa per 7300 anni luce.
– È così, signore.
– Allora cosa diavolo ci sta a fare quell’oggetto là in mezzo?
– Potrebbe trattarsi di un asteroide sfuggito alla mappatura.
– In mezzo a 7000 anni luce di nulla? Non avremmo dovuto spazzarlo via in corsa?
– Non se di dimensioni ragguardevoli. In quel caso il computer va in allarme di prossimità.
– Quindi la sua migliore ipotesi è un gigantesco sasso solitario.
– Sissignore.
– Tanto varrebbe credere che sia un centro commerciale, ormai spuntano dappertutto.
[FSHHHHH] Uhr-Ve rientrò sul ponte e tornò ai suoi compiti di ufficiale addetto alle comunicazioni. [FSHHHHH] Per quel che si potesse intuire dal suo muso d’insettoide, era ancora piuttosto incazzato.
– Signor Uhr-Ve, bentornato tra noi. Esegua una scansione delle frequenze di comunicazione. [TI-TITÌ-TIDITÌ] Signor Voorzog, insomma, cosa dicono i sensori?
– Dalle analisi risulta che l’oggetto è di natura artificiale, signore. Questo spiega l’allarme di prossimità.
[FSHHHHH] Fece il suo tutt’altro che inosservato ingresso sul ponte di comando Samya [FSHHHHH], la barista del ponte 3, originaria di un pianeta che sulle carte era indicato come Funaar 5, ma che tutti chiamavano il vero Venere, perché le femmine della specie dominante erano indiscutibilmente riconosciute come le più gnocche della galassia, antropomorficamente parlando. I maschi della stessa specie, invece, erano brutti come la fame, nessuno escluso. Questo faceva di Funaar 3 una meta tipica per gli adii al celibato, oltre che il pianeta con la più alta concentrazione di avvocati divorzisti.
– Samya, cara, vieni pure – disse il capitano, usando il tono più simile a un quartetto d’archi che avesse.
Tutti, sul ponte di comando, antropomorfi e non, trattennero il fiato per quei dieci secondi che Samya impiegò per arrivare, con le sue forme perfette, le sue movenze ipnotiche, e con un calice di vino rosso in mano, alla poltrona di Krodo. La seguirono con lo sguardo, ammaliati, rapiti. Persino Voorzog le dedicò un paio d’occhi, mentre studiava i risultati della scansione dell’oggetto in cui si erano imbattuti.
– Ecco a lei, signor capitano, un sangiovese chelloriano del ‘98.
– Ah, come farei senza di te, Samya?
La barista sorrise, e per un attimo tutti gli ufficiali che la circondavano credettero di essere morti e di essere stati accolti in paradiso.
– Resta un po’ qui con noi, ti va? – il capitano si stava letteralmente sciogliendo sulla sua ovopoltrona.
– Signore, siamo in allerta 3, ai civili non è permesso permanere sul ponte di comando – la voce di Voorzog suonò come lo stridere di un riccio di Ghorlo su una lavagna.
– Signor Voorzog! – Krodo gridò la premessa di quella che di certo sarebbe stata una colorita lista di insulti, ma Samya riportò tutti di nuovo al settimo cielo, col suono vellutato della sua voce.
– Il signor Voorzog ha come sempre ragione. Eppoi ho un bar che mi aspetta, di sotto. Vi auguro buon lavoro e, signor capitano, beva anche alla mia salute.
Detto ciò, Samya risfilò sul ponte, emanando una grazia elettromagnetica fuori scala, mentre il capitano, con la poltrona voltata per assistere alla passerella, teneva il calice in alto, a mò di brindisi. [FSHHHHH]
[FSHHHHH] La porta scorrevole si chiuse, e tutti sul ponte furono di nuovo precipitati all’inferno.
– Allora, signor Voorzog o chiunque altro, si riesce a sapere qualcosa di questo fantomatico oggetto o devo consultare Cosmopedia? – chiese stizzito Krodo.
Iniziò Uhr-Ve – Ho inviato comunicazioni standard di approccio su tutte le frequenze, nessuna risposta dall’oggetto, signore – seguito da Bosiski – L’oggetto è privo di scudi e non sembra possedere sistemi d’arma, signore – e poi da Ongy – L’oggetto non è dotato di propulsione, è soggetto a un moto inerziale di 0.05 clic l’ora e dista da noi 0.8 clic, in diminuzione, signore.
– Ci sta venendo incontro? – chiese stupito Krodo.
– Nossignore – rispose Ongy – siamo noi che ci stiamo avvicinando.
– Chi le ha detto di avvicinarsi, signor Ongy?
– Il signor Voorzog, signore.
– Signor Voorzog – il capitano finì con un lungo sorso il suo sangiovese.
– Sissignore.
– Oggi la sua sfrontatezza mi colpisce. Chi le ha detto di avvicinarsi all’oggetto?
– Signore, il computer valuta in 2.3 su 100 il livello di
pericolo, e per ottenere un’analisi più dettagliata, visto le piccole dimensioni dell’oggetto, consiglia di portarsi a una distanza di 0.5 clic.
Krodo cominciò con un tono lento, canzonatorio – Il computer valuta. Il computer consiglia – per poi esplodere con fragore e sputi – Perché non ce ne restiamo tutti sui nostri pianeti? Per quale motivo non ce ne stiamo belli comodi sul divano di casa? Io su Terra 2, lei, signor Voorzog, su Sirio 3, il signor Bosiski su Guppo (- Guppu – ci tenne a precisare Bosiski, a bassa voce), Uhr-Ve su… sul pianeta da cui proviene. Eh? Chi ce lo fa fare di alzarci presto la mattina, per guidare questi barattoli nello spazio profondo, a migliaia di anni luce dalle nostre case, dalle nostre famiglie? Ci sono i computer, lasciamo fare a loro. Lasciamo che conoscano l’Universo per noi, che lo conquistino, che lo colonizzino, mentre noi sorseggiamo Vodka Sonic sulle verande delle nostre ville abusive, oppure giochiamo a golf, o giriamo per centri commerciali, fino a sera, quando poi sfiancati dal far nulla non riusciamo comunque a chiudere occhio, schiacciati dalla consapevolezza che il progresso, la sfida della conoscenza, il brivido della frontiera è stato lasciato alle macchine, ai computer, ai prodotti delle nostre industrie tecnologiche. Immagino il primo contatto di una civiltà, il suo momento storico più importante: scende un’astronave, si apre un portello, ne esce un frullatore, un aspirapolvere, uno spremiagrumi. Perché questo sono, i droidi, i computer, le macchine: elettrodomestici. E lei, signor Voorzog, lascerebbe scoprire l’universo agli elettrodomestici. Ecco cosa farebbe.
– Capitano – intervenne Ongy.
– Sì, signor Ongy.
– Siamo a 0.5 clic.
– Allora, signor Voorzog, cosa dicono le sue scansioni?
– In base al database della Flotta, signore, si tratta di una sonda interplanetaria di origine terrestre: la Voyager 2.
– Ce la faccia vedere, signor Voorzog.
– Sissignore.
[zzzZZZTÀ] L’oloschermo proiettò lo strano oggetto nel bel mezzo del ponte di comando. Krodo si alzò dall’ovopoltrona [HHFSSSSSP] e si avvicinò alla proiezione, aggrottando la fronte. Poi si voltò verso Voorzog puntando il pollice verso l’immagine – Cosa diavolo è questa cosa?
Voorzog passò la palla al computer, che recitò tutto quello che sapeva a proposito della Voyager 2. Finita la lezione, Krodo se ne stette un po’ in silenzio, come anche tutti gli altri ufficiali. Girò attorno all’ologramma un paio di volte e alla fine, incredulo, disse – Quest’aggeggio ha qualcosa come 500 anni?
– 423 – precisò Voorzog.
– Infatti ho detto qualcosa come, che significa più o meno, circa, quasi, signor “non colgo le sfumature” Voorzog.
– Sissignore, ha circa 500 anni.
– Per le mille forme di Glupa! Lo sa cosa significa questo, signor Voorzog?
– Che siamo al cospetto di un reperto unico, testimonianza di uno dei momenti più importanti della storia dell’umanità, quello in cui l’uomo iniziò la scoperta dell’universo?
– No, signor Voorzog, significa Soprintendenza ai beni astronautici. Significa rinvio della missione in corso, scorta dell’oggetto fino all’arrivo degli archeologi, supporto alle operazioni, significa mille procedure, mille spiegazioni, mille divieti, ma soprattutto, per me, significa una quantità inverosimile di scartoffie da compilare. Nemmeno per chiudere un buco nero ce ne vogliono così tante.
Krodo si stravaccò sull’ovopoltrona [PSSSSSFHH] in preda alla più nera disperazione. Bisbigliò [%°!*&?$] parole incomprensibili nel canale riservato. Probabilmente aveva bisogno di qualcosa di forte da buttar giù.
– Signor capitano, – Voorzog aveva un tono per niente rassicurante – c’è un problema.
– Un altro, signor Voorzog? Sul serio? Sentiamo.
– Signore, questa sonda non dovrebbe essere qui.
Krodo ci pensò su, poi saltò dalla poltrona [HHFSSSSSP] gridando – Lei è un genio, signor Voorzog! Un maledetto genio del male! Niente sonda, niente scartoffie. Non è il mio secondo per caso, volpe siriana che non è altro!
– Forse mi sono spiegato male, capitano. Ho tracciato le ipotetiche rotte dell’oggetto partendo dall’ultimo rilevamento di posizione, risalente al 2023, e anche ipotizzando varie interazioni gravitazionali, be’…
– Allora?
– La Voyager 2 è fuori rotta di approssimativamente 19000 anni luce.
– Signor Voorzog, quella cosa è di circa 500 anni fa. Mi stupisce che si sia staccata da terra, figuriamoci se non è fuori rotta.
Vorzoog puntò verso l’alto tutti i suoi 31 occhi.
– Capitano, la sonda Voyager non può in alcun modo aver percorso una distanza simile autonomamente, nei suoi 423 anni di viaggio. Se è in questo punto della galassia significa che qualcuno o qualcosa ce l’ha trasportata. Propongo perciò che venga avviata un’ulteriore indagine che faccia completa chiarezza sulla vicenda, al fine di scoprire se la causa di questa anomalia sia un fenomeno naturale conosciuto o sconosciuto oppure un’azione scientemente portata avanti da una qualche entità, singola o collettiva, oltre alle eventuali motivazioni.
– Signor Voorzog – questa volta il capitano aveva usato un tono da alto comando della Flotta.
– Sissignore.
– Apra un canale riservato tra il suo e il mio comunicatore.
Voorzog calcolò in 6 metri la distanza tra lui e il capitano. Nonostante ciò, fece quello che gli era stato ordinato. [PRI-P-P-P-PIII]
Sebbene non si potesse parlare di vera e propria segretezza, al resto degli ufficiali non giunse nulla di comprensibile.
(- Capitano, mi sente?)
(- Parlo col signor Voorzog?)
(- Ehm, sissignore. Sono io.)
(- Me lo dimostri.)
(- In questo momento la sto salutando con la mano.)
(- Perfetto. Ora possiamo parlare.)
(- Mi dica capitano.)
(- Signor Voorzog, il giorno prima della nostra partenza l’ammiraglio Valente mi ha personalmente consegnato un documento riservato, con l’ordine di aprirlo e attuarne le disposizioni unicamente se si fossero verificate talune condizioni. In questo momento, signor Voorzog, e non posso dirle altro, le condizioni previste sono tutte verificate. Perciò le chiedo, come mio secondo, di recarsi presso il mio alloggio e di prelevare dalla cassaforte il documento classificato numero 331, che contiene le istruzioni da seguire.)
(- Sissignore.)
(- Come da procedura, il codice di accesso alla cassaforte dovrebbe esserle noto.)
(- Sissignore.)
(- Ora farò venire due uomini della sicurezza per scortarla, signor Voorzog.)
(- Bene signore.)
(- Un’ultima cosa.)
(- Mi dica capitano.)
(- Non si fidi di nessuno.)
(- Sissignore.)
(- Passo e chiudo.) [PRI-P-P-P-PIII]
– Signor Bosiski.
– Mi dica capitano.
– Faccia salire sul ponte due uomini della sicurezza.
– Sissignore.
Krodo e Voorzog si scambiarono un ultimo sguardo d’intesa e rimasero in silenzio fino all’arrivo della scorta.
[FSHHHHH]
[FSHHHHH]
– Signori – disse il capitano rivolto ai due, appena arrivati sul ponte – scortate il signor Voorzog. Sara lui stesso a darvi le successive istruzioni.
– Sissignore – risposero all’unisono gli uomini della sicurezza.
I due affiancarono Voorzog e insieme si avviarono verso la loro missione. [FSHHHHH]
– Che Glupa la protegga, signor Voorzog.
[FSHHHHH]
Krodo attese in piedi alcuni istanti, dopo che la porta si fu chiusa, quindi si lanciò di corsa verso l’ovopoltrona [PSSSSSFHH] e iniziò a impartire rapidi ordini.
– Uhr-Ve!
– Sissignore.
– Isoli il ponte dalle comunicazioni esterne e disattivi le registrazioni interne per i prossimi 120 secondi. Spenga anche i comunicatori di tutti i presenti.
– Signor Bosiski!
– Sissignore.
– Prepari i cannoni ionici.
– Signor Ongy!
– Sissignore.
– Rotta d’attacco verso la sonda Voyager. Forza, forza! Abbiamo poco tempo.
– Tutte le comunicazioni sono offline – disse Uhr-Ve.
– Cannoni ionici pronti al fuoco – disse Bosiski.
– Rotta d’attacco impostata, signore. Al suo via – disse Ongy.
– Signor Bosiski, passi a me i comandi di puntamento.
– Fatto signore!
Krodo afferrò il joystick della sua poltrona e il sistema di puntamento olografico si attivò.
– Signor Ongy, al mio via: tre, due, uno [FSHHHHH] Merda.
Tutti gli ufficiali si voltarono di scatto verso la porta. Il capitano girò lentamente la poltrona, deciso ad arrendersi – Signor Voo… Samya! [FSHHHHH]
La barista, con una bottiglia di champagne in una mano e due calici vuoti nell’altra, se ne stava immobile davanti alla porta, mentre il suo sguardo sconcertato vagava da un ufficiale all’altro. Tutti tacevano.
– Samya, sei tu! – Krodo fece play sulla realtà e ogni cosa ripartì – Vieni pure, scusa il trambusto.
– Ok – rispose lei, poco convinta, e si avviò verso l’ovopoltrona.
Krodo la guardò avvicinarsi con la solita sconfinata ammirazione. Gli altri ufficiali non furono da meno.
– Ora, Samya, se non ti dispiace, potresti pazientare un attimino mentre io qui, coi ragazzi del ponte, sistemo una questione di una certa urgenza?
– Naturalmente, capitano, faccia pure.
– Molto gentile, Samya. Puoi sederti lì, al posto del signor Voorzog, se vuoi. Forse balleremo un po’.
– Va bene, capitano.
Krodo attese che Samya si fosse messa comoda, impugnò di nuovo il joystick e gridò – Signor Ongy!
– Sissignore!
– Si ricorda dove eravamo?
– Certo signore.
– E allora, via!
[FISSSH-FISSSH-FISSSH] Krodo sparò una serie di colpi che andarono a vuoto.
– Signor Ongy, stabilizzi questa dannata nave!
– Sissignore.
– Signor Bosiski! Aumenti la potenza dei cannoni!
– Sissignore. [UUUUHIIIII] Vuole l’assistenza al puntamento?
– Non ci penso nemmeno, signor Ongy.
Krodo afferrò il joystick con entrambe le mani e il puntamento olografico sembrò stabilizzarsi. Sparò un’altra serie di colpi [FUSSSH-FUSSSH-FUSSSH], anche questi a vuoto.
– Uhr-Ve, quanto manca alla riattivazione delle comunicazioni?
– 10 secondi, signore. 9, 8… – e continuò a contare.
– Signor Bosiski, cannoni alla massima potenza!
Krodo si arrampicò sulla poltrona, tenendo stretto il joystick e puntando la Voyager 2 con la lingua fra i denti.
– 4, 3, 2…
– Per le mille forme di Glupa!
[WOOOOOOBHSSSHHHHH]
[SWIUNNnnnffh]
La sonda scomparve dall’oloschermo.
– Zero – concluse Uhr-Ve, segnalando a tutti che il sistema di registrazione era di nuovo in funzione.
Krodo, immobile sull’ovopoltrona in una posizione impossibile, con ancora la lingua fra i denti, chiese al signor Ongy – Signor Ongy, conferma che la sonda Voyager 2 è scomparsa dagli schermi?
– Confermo, signor capitano.
– Un evento davvero inspiegabile, – Krodo scandì come fosse a un corso di dizione – Uhr-Ve, ha registrato tutto?
– Nossignore. Il sistema è andato fuori uso a causa del… a causa di quel…
– Di quell’incredibile picco di energia, vuol dire?
– Sissignore. Non abbiamo registrazioni dell’accaduto.
– Un vero, peccato, Uhr-Ve, un vero peccato. Scommetto che il signor Voorzog sarebbe stato ben lieto di analizzare quanto verificatosi.
Scoppiò quasi a ridere, Krodo, mentre pronunciava quest’ultima frase, ma alla fine si trattenne. Per festeggiare senza troppo clamore inziò a ballare, piuttosto maldestramente, sull’ovopoltrona.
– Samya, vieni pure qui da me. Ho una sete da non credere.
– Eccomi.
Samya si diresse verso il centro del ponte, mentre il balletto del capitano diventava sempre più scalmanato. Quando fu a un passo da Krodo stappò lo champagne, ne riempi un calice e glielo porse, giusto un attimo prima che l’ovopoltrona [WYOOOOSSH] lo lanciasse nello spazio.

__________
Barbiano Panzucci
Ha scritto a penna 3 raccolte di racconti sci-fi (C’è vita intelligente, ben nascosta; Cannoni a megatroni superscontati; Flotte stellari da quattro soldi) e un‘Autobiografia non autorizzata.

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(marco manicardi)
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