20 racconti meno 1

di Mattia Pianezzi “Carlos Bignè”

1.
Nel cimitero dei robot stanno anche i primi androidi, che, dopo aver iniziato, non riescono mai a smettere di singhiozzare. Un difetto di fabbrica.

2.
Le astronavi per la consegna di cibo da asporto fanno sempre un sacco di confusione nello spazio tempo. Cosa credi ci facesse una pizza nell’antico Egitto?

3.
Il pianeta ci trecentodiciotto effe è il cimitero dei robot. Ma nessuno è davvero morto lì. Stasera tutti daranno una festa per il loro antenato Boris, il robot pulente.

4.
John e Amy abbracciano il figlio, polverizzato in una pericolosa missione interstellare. Hanno fatto proprio bene a clonarlo prima della partenza.

5.
Il tram interplanetario del sistema Vinio dodici è deragliato questa mattina, in pieno orario di punta. Gli operai sono al lavoro per aggiustare la linea, mentre i passeggeri li guardano con astio; ma nello spazio nessuno può sentirti insultare.

6.
È domenica pomeriggio, Yuri guarda la pioggia sui vetri del suo cubicolo, si chiede cosa sarebbe successo se lei non l’avesse lasciato. Poi inserisce i dati di entrambi sul computer e controlla. I loro figli sarebbero stati bellissimi.

7.
All’ultima fiera interuniversale dello scritto è successo un fatto curioso. Pare che, da un passato non ben definito, dei tizi stranamente abbigliati siano giunti con dei fogli di carta messi assieme e con della colla in mezzo, reclamando la purezza delle loro opere.

8.
Nel cosiddetto “pianeta dei cretini”, un esperimento della grande lobby dei sociologi, tutto va bene. Astronavi su astronavi si fermano nell’atmosfera per spiare quella felicità; gli abitanti del pianeta non si fanno troppe domande e corrono a inseguire le proprie donne e quelle degli altri.

9.
Le confessioni e i segreti dell’universo rivelati dal ruscello gorgogliante violetto di Bahrena elle duecentotredici non sono più intelligibili. Uno dei più famosi foniatri della galassia è al lavoro; la polizia galattica sta indagando sul caso.

10.
Nell’enorme e lontanissimo pianeta dei server, che contiene tutto il conosciuto, c’è la memoria di tutti gli universi. Un topolino rosicchia tenace un cavo, non aspettandosi la scossa elettrica; non aspettandosi di aver distrutto due o tre galassie.

11.
Ivan Buran non ha fatto niente. «Non sono stato io» dice. Continua a ripeterlo alla guardia galattica, ma quella è imperturbabile. Due o tre sistemi più in là, intanto, un mutaforma dorme sereno. Al suo fianco una valigia piena di soldi.

12.
Solo il Capitano Hawkan è riuscito a vedere il limite massimo dell’universo, e ne parla ai numerosi convegni e a tutte le cene di gala a cui viene invitato, con un sorriso amaro. Per la maggior parte, mente. Ciò che ha visto ancora gli impedisce di dormire la notte.

13.
La stazione spaziale Croma racchiude tutti i migliori musicisti dell’universo. Da più di mille anni viaggia di pianeta in pianeta, suonando per dignitari e regnanti. Comprende una scuola, diversi dormitori, studi di registrazione e enormi aule da concerto. Sono tutti dei robot.

14.
La memoria del passato, se non tutelata bene, va perduta. Torme di scienziati si interrogano su chi rappresentassero quelle statue di esseri bassi e barbuti presenti nella maggior parte dei giardini della Terra delle ere antiche. Forse degli dei minori.

15.
Il vecchio rover Paul si muove in un pianeta pianeggiante, enorme, noiosissimo, giallognolo. La sua missione durerà dieci anni. La solitudine è enorme; gli dà il tempo per pensare, certo, ma di giorno quel sole gelido gli fa venir voglia di essere disattivato.

16.
C’è da sottolineare, comunque, che l’espansione dell’universo, le scoperte di nuovi mondi e di nuovi pensieri, infiniti mondi e infinite scuole di pensiero, per non parlare degli universi paralleli, e di quelli incidenti, hanno diminuito drasticamente gli iscritti a Storia e Filosofia. Gli ingegneri e i fisici prosperano in serenità.

17.
Per dei motivi ancora oscuri, un infinitesimo numero di persone che utilizzano una macchina per il teletrasporto qualsiasi spariscono nel Nulla. Il Nulla è un piccolo ristorante su un satellite oramai dimenticato. Però si mangia bene.

18.
Tom Heron incrocia le dita: questa è l’ultima terraformazione, stravolgere un po’ l’ecosistema e poi, finalmente, si torna a casa. Un paio di giorni, massimo. Poi li vede: scendono da un’astronave lontana, si incatenano al terreno, mostrano i loro cartelli di protesta. Ci vorrà un po’.

19.
Da quando gli universi da paralleli son diventati incidenti i più curiosi controllano “cosa sarebbe successo se”. I più curiosi sono sempre un po’ tristi.

__________
Mattia Pianezzi “Carlos Bignè”
Nato pochi anni fa in Sardegna, è portato ma non si impegna. Ha un alieno tatuato sul corpo e vorrebbe trovare lavoro con la sua prossima laurea in lettere, e questo non è uno scherzo.

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(marco manicardi)
Questa voce è stata pubblicata in 1. ennesimo ebook. Contrassegna il permalink.

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