Tutto quel girato

di vari bellissimi Autori coordinati da Simone Magnani “purtroppo”

Prologo

Nel quartiere se ne parlava già da un po’. Ma si sa come vanno queste cose: a ogni festa estiva dove si può anche mangiare e si può anche ballare, alla fine si finisce che si può anche bere. E si beve.
I racconti del giorno dopo, vengono sempre accolti con qualcosa di ancora diverso dallo scetticismo. È più disinteresse. Disinteresse misto a una certa dose di fastidio. Come verso i racconti delle vacanze di un vicino di casa.
Ma tra i molti abitanti del quartiere Torreverde , ormai era l’argomento del giorno. E nessuna pigra indifferenza estiva, riusciva a smorzare la forza contagiosa di quelle voci.
Sembrava infatti, che dopo l’una di notte, una strana luce girasse sopra quel piazzale. Volteggiando ripetutamente centinaia di metri oltre le file di lampadine appese sulle piste. Descrivendo rotte che no, non potevano essere un riflesso, ma neanche… no non potevano neanche essere nessun aereo e nessunissimo elicottero. E, non ditelo neanche, nessun uccello ferito illuminato dal basso.
Qualcuno dice, ma su questo i pareri si fanno discordi, che poi le luci si siano posate. Piano. Silenziose e polverose nel pratone che qualche ora prima era il parcheggio non custodito.
L’indomani i tendoni rettangolari vennero rimossi. Oltre ai bicchieri trasparenti di plastica da 40cl che il vento muoveva a semicerchio, gli operai notarono delle strane linee sull’asfalto.
Si fermarono a guardarle perplessi. Giusto il tempo di riprendere fiato e finire il lavoro.
Ma ora dopo ora le persone cominciavano a venire per controllare di persona. Strane righe e sfumature circolari erano apparse sull’asfalto ingrigito dal tempo e dal sole.
Chiacchiere, stupore, foto con i cellulari, altre chiacchiere.
Poi qualcuno più intraprendente chiama i giornali, cercando invano di vendere un filmato da cui non si capisce niente. Ma la notizia è ripresa da un’agenzia e arrivano tutti. Perché è una notizia che si adatta benissimo al vuoto estivo di notizie vere. E poi, dai non far finta di niente, sono quelle notizie finte che fanno aumentare la tiratura e i contatti sulla versione web.
Arrivano le televisioni. Una coppia male assortita rimbalda da una persona all’altra. Il cameramen riprende, il giornalista chiede. E lascia parlare. Di seguito tutto il girato di quella giornata calda.

***

È giunta l’ora
di Marino Magnani “Marinz”

Sulla carta di identità sono un informatico. Ma in rete mi conoscono tutti come Marinz. ho 37 anni . Ero presente ieri sera. Sinceramente mi trovavo qui per caso, invitato da un’amica, a questa Festa dell’Unità, che diciamo fra noi, ormai sono feste un po’ stantie e ripetitive, e se non fosse per la birra, decentemente fresca e buona, a basso costo, non sarebbero tanto frequentate. Sorseggiavo l’ennesima birra e discutevo su quanto sarebbe stato meglio avere della musica meditativa rispetto a quella da balera che stava facendo ballare due coppie di vecchi. È allora che è successo il fatto. Nel mio piccolo ho subito pensato che la congiunzione astrale era propizia per un avvenimento di questo tipo che avrebbe dato inizio, finalmente, alla nuova era. I Maya lo avevano detto. Se fossero degli alieni non mi stupirei essendo il tempo maturo per il loro ritorno, ma se anche fosse stata una trovata pubblicitaria, non mi stupirei affatto perché, ormai, per fare notizia ci vuole qualcosa di eclatante. Non so. Io ho percepito energia. Positiva.

***

Erano i cosi 
di Naima Vela “Naima84”

Venga qui, le dico io cos’era.
Io ieri ero qua fuori. Qua fuori davanti alla festa. Vede, da qualche anno non posso entrare, ma naturalmente è tutto un equivoco. È per la faccenda dei telefonini calpestati, quella del 2003. Ingrati! Se non c’ero io a salvarli da quegli aggeggi del demonio, ora al posto delle orecchie quelli avevano su due branchie così!
Ieri sera, insomma, ero qua a discutere con i ragazzi all’ingresso per vedere se si riusciva a far uscire due braciole e le ho viste bene, le luci. E no! Non erano luci normali. Quelle che abbiamo a casa o per la strada per capirci.
No. Erano proprio luci diverse: erano quelle luci nuove di tipo fisico.
Quelli ci fanno i buchi neri lassù. Buchi neri giorno e notte. Quelli, là in Svizzera, giocano a fare la scienza e poi a noi qua ci arrivano le luci!
Come chi? Quelli che hanno la pista per le particelle, che le fanno scontrare per vedere cosa esce fuori. I Cerni.
Senta me.
Ieri sera erano i cosi degli svizzeri.
Erano i cosi di Dio.

***

Esagerato
di Luca Agnelli “mirtillo”

È vero, guardi, anch’io questa mattina sono venuto qui a verificare di persona; d’altronde sono così tanti i parrocchiani che mi hanno chiesto un confronto… non posso esimermi. E la miglior cosa, per confrontarsi, è cercare di conoscere direttamente ciò di cui si parla, le pare? Ma mi raccomando, lo scriva, perché non vorrei che poi si fraintendesse: sono qui solo ed esclusivamente per il ruolo che rivesto nel quartiere. Null’altro. E poi, guardi, in 52 anni con questa tonaca indosso, ne ho viste ben altre, di strane vicende, non sarà certo questa a crearmi sconcerto!
Comunque per me, guardi, la suggestione – e mi permetta, a volte anche qualche birretta di troppo – porta alla fobia, alla paura collettiva, più facilmente di quanto non si creda. Se lei vede cento persone che scappano, che fa? Rimane lì? O va a controllare? Corre anche lei, glielo dico io! Ma è verosimile che degli strani esseri scendano dal cielo, e poi risalgano, e lascino solo dei segni in un parcheggio? Questa è opera di buontemponi, mi dia retta. Con lo spray ci vuol poco, sa? Il resto sono solo voci, dicerie che corrono e alimentano la paura, senza rendersi conto che stiamo parlando di qualcosa che non può esistere.
Ma la questione è soprattutto una, sa? Guardi, non foss’altro per la tonaca che indosso, da 52 anni, gliel’ho già detto?, non posso ammettere che ci siano altri esseri viventi nell’Universo. Se così fosse, l’uomo non sarebbe unico, mi capisca cosa intendo quando parlo di unicità nell’universo! Le dirò di più: sa cosa credo? Io credo, guardi, che Lui sia esagerato. Sì, ha capito bene: esagerato! Talmente esagerato che ha creato l’Universo, e le stelle, solo per farceli ammirare, solo per far sì che noi possiamo goderne. Non c’è, anzi, mi correggo, non ci può essere altra vita nell’Universo. Mi creda! Ora mi scusi, devo andare: in parrocchia mi stanno aspettando per preparare i canti. Fra  pochi giorni è la festa dell’Assunzione, sa? Venga, giovanotto, che la aspetto, mi raccomando!

***

Altro che diavolina
di Benedetta Torchia “Sonqua”

Uomo, quasi settantenne, in pensione, nel pomeriggio ha bevuto un bicchiere di rosso per brindare con gli organizzatori all’apertura degli stand, testimone diretto degli eventi, dice.
Insomma, ero lì col mio spiedo a sgrassar bene le salsicce che qui, anche se è sempre una bella festa, son tempi duri e la roba non è più buona come un tempo: c’è da stare attenti che si invecchia e bisogna pensare al colesterolo, ché neanche la sanità funziona come una volta. Insomma, avviavo i fuochi per far venire su una bella carbonella che vedo questo globo di luce venirmi addosso. Come nel film che m’ha portato a vedere mia moglie: arriva l’asteroide e tutti vanno al rallentatore, una roba così e io rimango immobile e non riuscivo a parlare. Mi giro verso la Cesira accovacciata che armeggiava coi fusti della senape e il fuoco è verde. Non azzurro che uno può pensare al gas; verde, dico. E mi passa sulla testa tutta una massa d’aria che temevo volassero i tendoni e mi sentivo che non avevo capelli tanto pareva basso il cielo. Un attimo è stato, altro che diavolina cinese andata a male come dice la Cesira e, quando la fiamma è tornata normale, c’ho messo su lo spiedo, gradisce?

***

La guerra dei mondi
di Virgilio Nàtola

Erasmo, Parrucchiere, 56 anni
Erano i musulmani.
Scusi, in che senso erano i musulmani?
Quelle luci nel cielo erano dei musulmani.
Nel senso che erano dei musulmani volanti?
No, no, nel senso che erano le armi chimiche utilizzate dai musulmani.
Ah, ma lei li ha visti?
Sì cioè no, ma sono sicuro che sono stati loro. Chi altri potrebbe essere? Quelli ci vogliono massacrare. Ne hai sentito parlare? Quelli adorano un dio con la cocuzza d’asino, battezzano gli iniziati ricoprendoli di farro, esprimono il rifiuto della nostra società vestendosi con le tute scocchiate della Caritas e poi hanno quelle sopracciglia aggrottate che ne svelano la mediocrità di fondo, il vuoto esistenziale, l’incapacità di amare. Non so se hai mai visto Misteri su Italia1. Comunque lì hanno detto che vogliono toglierci tutto con le armi di distruzione di massa. E non so se hai sentito la scorsa domenica il Papa, quando ha detto che l’Islam si è diffuso tramite la spada. Ebbene, hanno entrambi ragione. Ieri come oggi, questi vogliono ucciderci. Vogliono portarci nel loro Paradiso. Ma io dico, come fanno a parlare di Paradiso se non hanno mai mangiato un Crispy McBacon Menu + Tomato Wrap? Personalmente io sono contrario al dirottamento degli aerei per uccidere i civili. Però dobbiamo essere meno buonisti. Anche se ci dicono che oggi godiamo delle cose che ci hanno insegnato tipo la medicina, l’astronomia, la matematica, la letteratura. Ma io dico, chi cazz a vulev l’astronomia. Dai, la gente che vuole insegnare l’astronomia va soppressa, dai. Ma come facciamo se ci sono persone che addirittura se ne prendono cura? Prendi per esempio quelli di Emergency. Ce li hai presente, no? Ecco, quelli li curano salvandoli la vita. Non so. Inizio a credere che Gino Strada sia colluso col terrorismo islamico. In fondo cosa ti aspetti da un sessantottino che dice di fare il chirurgo in Afghanistan mentre invece è sempre da Fabio Fazio a chiedere soldi. Cosa ti aspetti.
E le sgommate sull’asfalto?
Quelle le hanno fatte i cinesi.

***

Una Globetrotter e mille parole
di Giovy Malfiori

“Insomma… lei scusi, cos’è?”
“Sono un agente speciale e mi curo di questioni extraterrestri.”
“Ah caspita… lei che viaggia così tanto di sicuro. È andato ad Halifax o in Nunavut?”
“Eh… torniamo alla nostra indagine. Non si perda e mi dica cosa ha visto.”
“Sì, ha ragione. Mi scusi ma sa la mia mente ogni tanto parte e non si ferma più. Il punto è che la bocca le va dietro e allora son dolori. Aspettavo la Ari che non arrivava. Scusi… come ha detto che si chiama lei?”
“Sono l’Agente Speciale Mainz… adesso per favore parli.”
Non l’avesse mai detta quella parola… quel Mainz.
“Mainz… come la città tedesca? Spettacolare, ci sono stata due volte: bella città, ottimo luogo per la birra e il curry wurst.”
Giovy si sentì scrutata con occhio truce e comincio a raccontare che, al momento dell’avvistamento dell’Ufo, si trovava vicino al palco. Vide un bagliore dai colori freddi nel cielo e lo seguì fino al suo sparire.
Lì per lì l’agente Mainz stava per ringraziare e andare via ma c’era qualcosa nel viso della Giovy che non lo convinceva.
“Signorina, lei mi deve dire altro?”
Giovy annuì con la stessa identica faccia di quando aveva cinque anni.
“Io quel bagliore l’ho seguito. Era più forte di me, quasi come una forza misteriosa. Ho corso e la luce mi portò là dietro quel pioppeto.” L’Ufo si era solo nascosto.
“Sa… sono curiosa come una merda… e vidi degli omini. Erano due.”
“Due extraterrestri? Signorina… ho capito bene?”
Giovy raccontò di come quegli strani omini, come li aveva denominati lei, si avvicinarono e cominciarono a parlare.
“Io fui sorpresa perché mi ritennero rappresentante del genere umano.”
L’Agente Mainz era emozionato a queste notizie e pensava già a tutti gli articoli che avrebbero scritto nominandolo. Esortò Giovy a continuare e lei non se lo fece ripetere due volte.
“Ci sedemmo per terra e mi chiesero di raccontare la mia vita. Cominciai da quella volta che mi portarono in campeggio a nove mesi. Poi fu la volta di quell’orrido hot dog a Chigago, di Cuba, del Brasile, della Polonia, della Cina, la Mongolia, il Senegal.”
Passarono due ore e lei parlava, parlava e parlava, ma Maiz capì di dover tirare i remi in barca.
“Mah… gli omini dove sono andati poi?”
Quella faccia da marachella tornò sul viso della Giovy
“Eh… come dire…ecco… loro ascoltavano e io parlavo. Forse li ho annoiati… non lo so.”
Se avesse potuto, l’Agente Mainz le sarebbe corso dietro con tanto di spranga. Lei si allontanava perché stava per proferire la grande verità.

“Agente Mainz… li ho fiacchiati…” come se fosse tutta una parola, “hannodettochel’umanitàparlacosìtantochenonvalelapenadiveniresullaterraenontornerannopiù. Ecco… l’ho detto… Adieu…”

***

Un altro Zeus da costruire
di Simone Magnani “purtroppo”

“Dottoressa, se vuole glielo racconto io quella cosa di ieri sera. Quella della luci. Io c’ero, sa?
Ma io la conosco. Lei è quella del tiggì.
E io glielo devo dire: io qui sto sentendo tante baggianate. Ascolti me, invece.
Le luci le ho viste. E non erano certo né un fenomeno fisico, né un’illusione ottica. Erano qualcosa che, mi creda, non risponde alle leggi di questo segmento di universo.
Erano sorgenti luminose che si spostavano in modo fluido ma irregolare. Non con l’inerzia di un corpo che ha massa. Ma neanche con la assurdità di un riflesso. Ma cosa fa? Cosa scrive? Luci-irregolari?!
Ma allora per quale ragione dovrei darle tanti dettagli, se lei scrive quello che vuole?
Dicevo: erano fenomeni sicuramente estranei alle nostre leggi fisiche.
Ma poi qui il discorso si allarga troppo. Vede: noi possiamo parlare solo di quella parte della scienza che abbiamo già codificato. La parte che stiamo ancora sondando, per quanto mi riguarda, esiste tutta. Solo che le diamo un nome sbagliato.
Ha presente i fulmini nella Grecia di 3000 anni fa? Erano gli strali di Zeus. Ecco, in realtà erano un fenomeno elettromagnetico, come oggi. Ma gli scienziati di allora si accontentarono di ricondurlo a un qualcosa di noto. E allora inventarono le leggende e la mitologia.
Io sono sicuro di quello che ho visto, ma se dicessimo che è un organismo alieno o un mezzo extraterrestre, cosa faremmo? Non costruiremmo forse un altro Zeus, con un altro canestro di fulmini? Non saremmo ancora una volta i poveri terrestri ignoranti e paurosi? E io non voglio venderle una minestra di lampi e saette. Perché vede, la responsabilità di uno che della scienza ha fatto…”
“Ma caro: sei ancora qui a perdere tempo con questi signori? Ma cosa stai raccontando, che l’altra notte tu neanche c’eri! Lo scusi, sa: da quando è in pensione… come dire.. La sua fantasia ha recuperato un po’ dello spazio a cui aveva rinunciato in una vita di lavoro. Perché mio marito è stato un grande lavoratore, sa? Lo scriva questo.”

***

“Grazie per quella che è la vostra visita” 
di “lowerome”

Luciano Pozzessere, 32, segretario PD sezione Torreverde/Montevecchio
L’evento rappresenta un forte segno di vitalità del quartiere. In un periodo in cui quella che è la giunta Saccomanno fa di tutto per chiudere la città al diverso, una navicella aliena ha scelto di atterrare in quello che è un municipio amministrato dalla sinistra. Un forte segnale di cambiamento. Sì, è vero, poi hanno avuto difficoltà a ridecollare per quello che era un ducato in doppia fila (con adesivo di casa Pound sul lunotto, vale la pena di sottolinearlo). Ma vediamo il lato positivo: è stata un’occasione per trattenerli ancora un po’ con noi, alla festa. Una proiezione di cortometraggi sui murales dedicati a Don Milani, un torneo di biliardino dedicato a Don Ciotti, una lettura di saggi di Don De Lillo su Donna Summer. E poi il dibattito sulle prospettive della sinistra.
Ah, i segni nel parcheggio. Vabbè, quello è perché sono ripartiti sgommando.

***

“Lo vuole qualcuno in alto”
di Daniele Minuti “Dan11”

Fugazzoli Enrico, 35 anni, disoccupato, abita ancora con i genitori.
Ma sta dicendo sul serio? Davvero vuole chiedermi un’opinione su quella “cosa”? Per chi mi ha preso? Posso capire tutti questi bifolchi, che non fanno altro che parlare di questa “Strana luce”, ma lei mi sembra una persona coscienziosa, ha in mano un microfono, dovrà pur significare qualcosa.
Non si faccia influenzare; è indubbio che si sia vista una grande figura lucente, non lo nego.
Molti dicono che essa “disegnasse traiettorie incredibili”, ma è normale che un gruppo di persone stordite dal rosso e dalla porchetta la pensino così. In realtà la traiettoria era molto semplice, andava avanti e indietro, quasi come una gru.
Mi sembra palese che fosse una messinscena costruita per chissà quale motivo. Le sembra plausibile che gli alieni, dopo essersi fatti un viaggio di migliaia di anni luce, si siano mostrati ad una festa mangereccia a Torreverde?
È di sicuro un’azione voluta da qualcuno “molto in alto”.
Forse il governo voleva distrarre i cittadini da qualcosa. Magari vogliono coprire la costruzione di una discarica abusiva; o vogliono sostituire le fontanelle con dei distributori di bibite; o vogliono cementificare il parco locale. Se fosse così, sarebbe di certo una montatura, e sa perché le dico questo? Perché nessun alieno collaborerebbe nella copertura di nefandezze simili.
Non escludo, comunque, la pista pubblicitaria. Si potrebbe trattare del solito caso di marketing virale, per creare aspettative attorno al nuovo, orripilante film di J.J. Abrams. Ha presente, quei video che girano su internet? Anche perché io sono abbastanza sicuro, durante l’avvistamento, di aver sentito in sottofondo “Hey, Hey What Can I Do” (Canzone dei Led Zeppelin, N.D.R.).
Forse la location non è la più azzeccata, ma questi americani se ne inventano una ogni volta. Purtroppo qui le persone non hanno imparato a dubitare delle cose.
A proposito, lei per quale Tv lavora? No, perché non gliel’ho chiesto… e comunque non le concedo l’autorizzazione di diffondere questa intervista.

***

Coverizzazione estrama
di Gianluca Vecchi “Ianto”

Ve lo giuro, io non ho fatto niente! È vero, sono andato lì con una pistola ma non ho fatto in tempo a usarla, e comunque volevo solo minacciarli e basta… Odiavo la Festa, non tanto per la Festa in sé ma per quel gruppo di cover che tutti gli anni ritrovavi lì puntuale a grattugiare le solite canzoni. Nessuno si lamentava mai e loro erano sempre lì, tutti gli anni, si capisce che ci voleva qualcuno a dare un taglio a questo andazzo! Ma lo sa che ormai nessun gruppo musicale dilettante che si sente suonare in giro fa più canzoni originali? Solo cover! Basta, è la morte della musica! Comunque, sono andato lì la sera del loro show, ero deciso a tutto per farli smettere, e nella penombra sono riuscito a intrufolarmi dietro al palco in attesa di vederli. È allora che una luce mi ha accecato per un attimo, credevo fosse un riflettore di scena, ma il palco era ancora buio: ho guardato in alto e c’erano tre luci a triangolo che si spostavano lentamente nel cielo, cavolo un UFO! Nessuno sembrava essersene accorto, la gente del pubblico continuava a vociare e a farsi i cavoli suoi, poi quella luce accecante tornò a colpirmi e io ero come paralizzato. E, ve lo giuro su mia madre!, ho sentito una voce nella testa che ripeteva: “NON PREOCCUPARTI, CI PENSIAMO NOI”. La luce si è spenta, io sono caduto e ho visto il triangolo di luci allontanarsi. E loro, quel gruppaccio, tutti stesi lì di fianco a me stecchiti… Non sono stato io, fate l’autopsia e vedrete che non sono morti sparati! Non potete arrestarmi!

***

Epilogo

Cameraman e giornalista si siedono su una panchina.
Sono sudati. La camicia del giornalista è aperta.
La giornata è stata lunga e faticosa. Discutono tra loro senza guardarsi in faccia. Lentamente.
“Da quello che ho girato, vedo che sicuramente non c’è bisogno di nessuna azione correttiva”
“Concordo. Il bello è che nessuno di quelli che abbiamo incontrato si è dimostrato un minimo obiettivo”
“Vero! Così innamorati della loro opinione da scordare i fatti. Davvero incredibile”
“E pensa che qui, sul loro pianeta, sono ai vertici dell’ecosistema…”
“Mah… E del girato, di tutte le interviste cosa facciamo?”
“Buttalo. Ritorniamo. Contatta la nave”

__________
Marino Magnani “Marinz”
Informatico, sportivo, viaggiatore e un po’ fundraiser. Ama dedicarsi agli altri e vivere la vita con un sorriso.
Druid Earyn – @MarinoMagnani

Naima Vela “Naima84”
Non ha ancora fatto trent’anni, ma prima o poi le piacerebbe provare, anche se il più tardi possibile. Fisico da lode, secondo la pergamena appesa al muro. Passa il suo tempo a prevedere quello degli altri.
La Risposta è 84 – @NaimaV

Luca Agnelli “mirtillo”
Nato trentasette anni fa nelle valli padane, rivendica radici etrusche. Bradipo per natura, istinto, passione. Per rimediare usa la bicicletta come estensione naturale del corpo. Scrive lentamente. Tranne quando va in bicicletta.
ammennicolidipensiero – @mirtillo7578

Benedetta Torchia “Sonqua”
Nata e in corso d’opera. (Sì, è una biografia ed è molto comoda.)
sonqua

Virgilio Nàtola
Nato in Zemanlandia nel 1984. Il duro passaggio all’età adulta avvenne quando gli dissero che Holly e Benji non era in diretta. Ora vive a Pavia felice di essere punzecchiato dalle zanzare equipaggiate di minipimer. Beve per non essere dimenticato.
the lie coach – @theliecoach

Giovy Malfiori 
Classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole.
Nasce e cresce in Veneto, diventa grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Si sento un po’ la Mary Poppins dei viaggi: sempre ottimista e con mille proposte e soluzioni in tasca per percorrere tutti i chilometri possibili.
Emotion recollected in tranquillity – @Giovyfh

Simone Magnani “purtroppo”
Maratoneta, letterato, colto e caustico. Scrive per Spinoza e per il suo bellissimo blog. È recentemente diventato una star di twitter. Un tempo parlava di sé in prima persona e non diceva tutte queste bugie.
PurtroPPo – @purtroppo

“lowerome”
Nato negli anni di piombo, padre in quelli di merda.

Daniele Minuti “dan11”
Noleggia il suo corpo in Calabria, nel 1990, cervello non incluso.
Vive a Roma da anni, aspettando una svolta che tarda ad arrivare, che è un modo come un altro per dire “Studente di Scienze Politiche”.
MEAN CACTUS – @dan11meancactus

Gianluca Vecchi “Ianto”
Terrestre, mammifero, cromosomi XY, misantropo allo stadio terminale. Contagiato dalla fantascienza fin dalla più tenera età, questa pericolosa filosofia che ha il difetto di fare pensare lo porta per geniali associazioni di idee a farsi plagiare anche dal rock, dagli aquiloni, dalla fotografia e da tante altre cose pensierose fino al giardinaggio, che è un eccellente modo di scoprire e sperimentare la vera vita su questo miserabile pianeta.
chamerionGianluca Vecchi photography – @Ianto_Gian

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Informazioni su il Many

(marco manicardi)
Questa voce è stata pubblicata in 1. ennesimo ebook. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Tutto quel girato

  1. Cialtroni che non siete altro: vi voglio bene. Anche se forse non avete visto niente. Forse.

  2. Reblogged this on AIRONI DI CARTA and commented:
    E’ stato pubblicato “Tutto quel girato” da Barabba edizioni sul proprio blog (che non a caso si chiama lennesimoblogdellafantascienza), estratto da “L’ennesimo libro della fanatscienza”. “Tutto quel girato” è un’idea di scrittura collettiva. Quello che segue ne è il risultato.

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