Il mio nome

di Mirko Salati “Fildabik”

Annoiato.
In queste ultime settimane mi sento annoiato
privo di qualsiasi interesse o slancio.

Ogni volta mi stupisco di quanto la mia esistenza sia determinata da fattori totalmente sconosciuti a me stesso.


17-5-12

Cammino distrattamente
un rumore cadenzato accompagna il lento incedere delle gambe,
sto zoppicando,
come sempre.
La testa ondeggia sulle spalle ossute e mi avvicino alla panchina verde
mi siedo e incomincio a guardarmi attorno.
Il mio unico pensiero è quello di uccidermi,
ma non voglio soffrire.

Le macchine scorrono veloci sulla strada, potrei alzarmi, muovermi in avanti di 16 passi e aspettare l’impatto, ma soffrirei.
Alla mia destra, per terra, vedo una puntina arrugginita
potrei ingoiarla, ma temo dovrei trovarne molte di più per rendere la cosa veloce e non mi è mai piaciuto avere il mal di stomaco.
Sospiro,
alzo gli occhi al cielo e vedo l’albero che mi ripara dal sole
potrei trovare una corda
potrei fare un nodo
potrei mettermela al collo
troppi potrei
e poi
mi piace sentire l’aria che entra ed esce dai miei polmoni

stock… stock… stock

In realtà sento arrivare prima il profumo
giunchiglie
solo dopo, il rumore dei suoi passi si avvicina
rallenta,
lei si gira un attimo verso di me, ma
il ritmo non si interrompe

stock… stock… stock…

Ha i capelli rossi e la pelle bianca come porcellana.

Il respiro diventa regolare,
la schiena si raddrizza
sistemo il colletto della camicia, mi alzo e incomincio a seguirla,

le endorfine rincominciano a fare il loro dovere e hanno il sopravvento sui pensieri che prima affollavano la mia mente.
Ancora una volta il corpo ha vinto sulla mente.
18-5-12

Si chiama Anna
è bella da qualsiasi punto la si guardi
è un palindromo,

oggi ha un paio di ballerine nere e un vestito rosso e bianco
sembra Minnie con i capelli Jessica Rabbit.

Lavora in un bar-gelateria
si chiama Paradice
ieri l’ho seguita fino a quando non è entrata.

La gente che esce dice che si mangia il gelato più buono della città
la gente che esce dice che la benzina aumenta sempre di più
la gente che esce dice che oggi fa caldo
la gente che esce si ferma, tira fuori la sigaretta e l’accende
la gente che esce si gratta la testa
la gente che esce parla al telefono

io non esco, sono già fuori
io sono qui da quando è arrivata
alle ore 7.03.

Aspetto
in piedi,
a 6 passi dall’entrata.
19-5-12

Anna abita in via Collodi,
prende sempre il 2bis sia per andare al lavoro sia per tornare a casa
la fermata è proprio di fronte a casa sua.
Anna abita in un condominio color ottanio
secondo piano, interno 3.
Ieri sera ha spento la luce alle ore 22.53
e io ho aspettato qui, sulla panchina di legno
vicino alla fermata dell’autobus.

Alle 6.26 Anna esce dal portone
attraversa la strada e si ferma non lontana da me,

sembra un clown
i suoi capelli rossi
la sua pelle bianca
le sue occhiaie che le segnano gli occhi
di nero.

Un bambino con una cartella più grande di lui le si avvicina
la guarda
ma non ride.

Neanche a me hanno mai fatto ridere i clown.

L’autobus arriva e lei sale insieme al bambino,
mi passano davanti senza neppure accorgersi che sono lì
mi alzo dalla panchina e li seguo dentro l’autobus,
mi sento come un topo che segue la musica del pifferaio.
Sono senza biglietto.

Il viaggio è corto,
12 minuti.
Il bambino rimane sull’autobus
io e Anna scendiamo.

Mi viene in mente Anna Karenina:
“scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa con il sole.
Ma vedeva lei come si vede il sole, anche senza guardare.”

Anna entra,
io rimango fuori
stessa posizione di ieri
a 6 passi dall’entrata.

12 minuti
penso,
potrebbe andare a piedi.
20-5-12

Anna fuma,
oggi è uscita almeno 6 volte dal Paradice
non per telefonare
non per prendere una boccata d’aria fresca,

è uscita per fumare
Camel blue.

Io non ho mai fumato sino ad oggi.

Mi piego e raccolgo un suo mozzicone
per sentire il suo sapore
nella mia bocca,

terra
e
cenere.

Non è il suo sapore.

Faccio un passo in avanti,
5 dall’entrata.
21-5-12

Due ragazzini sono vicini a me
all’entrata del bar
non sono andati a scuola,

lui è magro
pantaloni neri
stretti e lunghi,

lei è grassa
pantaloni neri
stretti e corti.

Sembrano Stanlio e Olio
ma non fanno ridere.

Stanno svuotandosi le tasche per vedere quanti soldi hanno,
sono affamati.

Io non mi ricordo nemmeno più da quanto tempo non mangio.
Non ho fame.

Mi riscopro per la prima volta impaziente,
voglio lei

la vedo attraverso il vetro.

Non sorride mai
come me,
siamo fatti l’uno per l’altra.
22-5-12

Oggi fa molto caldo,
la gente si lamenta e si asciuga la fronte con fazzoletti di carta.

Oggi è il nostro giorno.
Ho deciso.
Aspetto tutta la mattina,
invano,
lei non esce mai.

Ho tempo.

Alle 14.41
la vedo estrarre dalla sua borsa una sigaretta,
mi sento elettrizzato.
Esce.

Accende la sigaretta
inizio a muovermi
lentamente e senza farmi notare.
Sono bravo in questo.

Il suo profumo mi inebria,
cardamomo.
Mi avvicino al suo orecchio e soffio le mie parole dentro di lei.

Si gira di scatto,
spaventata.
Ormai è troppo tardi.

Noi due siamo già una cosa sola.
30-07-12

Sono seduto sulla panchina verde.
Annoiato.
Mi sento privo di qualsiasi interesse o slancio.

Ripenso ad Anna,
con nostalgia.
Mi piaceva rimanere fuori dal Paradice ad ascoltare cosa la gente diceva,
a osservare.

La cosa che rimpiango di più è di non essere stato io a dirle il mio nome,
sarà stato probabilmente un uomo privo di tatto che in una stanza priva di colore e profumo avrà sentenziato:

“Mi dispiace, signora, gli esami lo hanno confermato: è Cancro”

__________
Mirko Salati “Fildabik”
Innamorato dei numeri e delle simmetrie, nasce 101 giorni dalla fine dell’anno. Da allora cerca in ogni modo di ritardare la fine anche se il suo personaggio preferito si chiama Edgardo Limentani.

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Informazioni su il Many

(marco manicardi)
Questa voce è stata pubblicata in 1. ennesimo ebook. Contrassegna il permalink.

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