Dahl il cacciatore

di Enrico Massimiliano “LordMax”

– Verdura, puah! Stupida verdura che chiamano foresta. Meglio un labirinto in muratura o in metallo: la foresta è rumorosa, puzzolente e sporca. –
Il sentiero si snoda come uno stretto corridoio tra gli alberi, rigogliosi come possono esserlo solo nella foresta nera germanica.
«Ok demonietto, sono Dahl il tuo cacciatore preferito. Esci fuori bello che chiudiamo il gioco in fretta così torno a casa prima di essere divorato dalle zanzare.»
L’uomo indossa una cintura da cui pende sulla sinistra un lungo pugnale, quasi una daga, sulla destra una pistola, nelle mani stringe una balestra pesante con un mirino montato sopra. La divisa mimetica completata da un cappello verde a punta con la piuma rossa rende la figura quasi surreale. Si muove a suo agio sul sentiero, il piede, calzato in uno scarpone militare, si appoggia piano al suolo, senza produrre rumore.
Mentre avanza sul suo orologio una piccola luce rossa lampeggia.
«La foresta non è l’ambiente adatto per i cacciatori: troppi rumori, troppi odori disturbano i nostri sensi. È impossibile non fare rumore e l’avversario ci può cogliere di sorpresa – Dahl parla a un pubblico invisibile – Solo i migliori cacciatori possono avere qualche speranza.»
Per qualche istante gli uccelli tacciono, solo una leggera brezza muove le foglie degli alberi mentre gli insetti continuano il loro concerto.
Dahl senza fretta supera alcuni incroci sul sentiero, apparentemente muovendosi a caso, la balestra pronta davanti a sé. È attento al minimo rumore, il suono della foresta si confonde con il tamburo del cuore.
I minuti scorrono uno dopo l’altro, Dahl ne perde il conto, finché un doppio bip dell’orologio attira la sua attenzione: ora i puntini sono due, uno rosso al centro e uno blu sul margine destro del quadrante.
«Eccoti bello mio, finalmente ci si incontra…». Un piccolo sorriso compare sul volto di Dahl mentre armeggia con la balestra.
Ora il cacciatore è più cauto, tiene la balestra saldamente davanti a sé mentre con la coda dell’occhio controlla i puntini luminosi.
Uno scatto a destra, un’ombra si muove rapida. Dalla balestra parte un dardo di energia azzurra. L’ombra scarta e si lancia attraverso la boscaglia più fitta.
«Veloce dannazione! Un maledetto Speedy. – Il cacciatore si sposta sul lato opposto del sentiero e si avvicina al punto in cui la sua preda è scomparsa – Proprio quello che volevo.»
Rapido aggiunge un oggetto sopra la balestra.
«Molto bene amici miei.» Il cacciatore parla all’aria «Un avversario veloce, grosso e intelligente, che sa muoversi e mimetizzarsi nella foresta è degno di Dahl dalla piuma rossa. Spero vi stiate divertendo.»
L’uomo guarda il quadrante dell’orologio: il punto blu è poco oltre, davanti a lui, ma fuori dal sentiero.
«Ehi demonietto, so che ci sei, vieni a prendermi. Sei veloce e io sono la tua preda, puoi farcela. Se tu ti muovi io sto fermo» il cacciatore parla ad alta voce, senza urlare.
Un rumore dal folto della foresta, rami che si spezzano, poi la luce blu sull’orologio scompare.
– Dannazione! Non mi aveva detto che era a intelligenza umana –
Il cacciatore si incammina lungo il sentiero quasi con baldanza. Svolta a destra fermandosi un istante come a riflettere.
All’improvviso Dahl si getta in avanti volando verso il suolo, un artiglio apre uno squarcio nella sua giacca da cacciatore. Un lampo di luce e un dardo azzurro esplodono contemporaneamente dalla balestra del cacciatore appena prima che colpisca terra con la schiena.
Il demone gli piomba addosso colpendolo senza pietà.
Un rumore secco, come una scarica elettrica, poi il sangue scorre sul terreno.
Il mostro rallenta la sua azione poi balza in piedi e cade all’indietro.
Dahl si solleva su un ginocchio, sanguina copiosamente da un fianco. La balestra è a terra, spezzata. Nella mano tiene la pistola.
Dahl guarda il suo nemico, ripone la pistola e prende il coltello. Si avvicina alla figura immobile alza il coltello e lo affonda nell’occhio spalancato.
«Il cacciatore ha vinto! Il demone è sconfitto. Questo fanno i cacciatori, questo faccio io: Dahl dalla piuma rossa. Ricordatevelo spettatori: non esiste un demone in grado di battermi.»
La foresta scompare, demone e cacciatore sono fermi al centro di una ampia stanza scura percorsa da file regolari di sensori.
Il cacciatore ha il pugno alzato in alto in segno di vittoria. Tutto intorno, oltre i vetri protettivi, migliaia di spettatori applaudono e urlano il suo nome.

__________
Enrico Massimiliano “LordMax”
Informatico, esoterico, creatore di epub e di giochi di ruolo e da tavolo. Più famoso per il suo gioco Sì, Oscuro Signore che per il suo lavoro. Si diverte a scrivere, fare epub e creare nuovi giochi
LordMax

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(marco manicardi)
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