Rapporto: 101/7XC

di Elena Grecchi

Esploratore: ZX38

Oggetto: Primo contatto esplorativo in incognito

Come da procedura standard ho preso contatto con il pianeta 00027.
Dopo aver immagazzinato i dati relativi ad abitudini e stili di vita della popolazione sono partito a bordo di una navetta mimetica di classe 5. La navetta era stata appena revisionata e il meccanico mi aveva assicurato della sua perfetta efficienza.
Sono arrivato a destinazione in una zona del pianeta temporaneamente non illuminata dal loro sole, ho proceduto a nascondere la navetta e mi sono diretto verso un centro abitato molto popoloso che loro chiamano Città. Ho preso una stanza in un albergo come usano fare gli abitanti del luogo quando sono in viaggio e ho atteso. Sembra che questi esseri cadano in una sorta di torpore durante le ore in cui il loro sole è nascosto. Trascorso un numero di ore appropriato sono uscito per procedere con l’esplorazione. L’obiettivo di questo primo contatto era stabilire il grado di sviluppo generale di una società costituita esclusivamente da unità carbonio, un caso unico nel suo genere. Le unità carbonio infatti sono piuttosto fragili e inadatte al dominio di un pianeta.

Appena ho messo piede in strada mi sono reso conto di una certa agitazione. La gente continuava a fissare il cielo con insistenza, il traffico di automobili, il sistema più usato da questi esseri per muoversi, era completamente fermo, alcune macchine si erano tamponate a vicenda, ma ai loro occupanti la cosa pareva non interessare. Erano molto più intenti ad osservare in alto. Preso da insolita curiosità mi sono avvicinato ad uno di loro per chiedere spiegazioni.
– Ehi amico, ma non ti sei accorto che è ancora notte???
Questa acuta osservazione, che traduco in maniera approssimativa, mi ha fatto notare che a quell’ora di solito il loro sole dovrebbe ritornare visibile, cosa che quel giorno non era successo: il cielo era ancora buio, nero addirittura.

Proseguendo sulla mia strada ho notato una serie di comportamenti decisamente inadatti ad una popolazione civile secondo standard accettati ormai universalmente. Quelli di loro che non se ne stavano immobili a fissare in alto erano impegnati a svaligiare negozi infrangendone le vetrine, altri approfittando della distrazione della gente, intenta a fissare il cielo sopra le loro teste, si dedicavano con profitto alle loro tasche. Alcuni personaggi si toglievano i vestiti e urlavano qualcosa a proposito del giudizio universale, evidentemente un riferimento a un loro credo religioso. Ovunque era il caos e il disordine. Unità carbonio in divisa tentavano di riportare la calma esortando tutti a restare nelle proprie abitazioni, ma ottenevano uno scarso successo. Mi avvicinai a un gruppo di persone riunito davanti alla vetrina di un negozio dove uno strano apparecchio trasmetteva l’immagine di uno di loro, di sesso femminile credo, che tentava di rassicurare la gente impaurita:
– Per cause ancora imprecisate il sole quest’oggi non è apparso in nessuna località conosciuta del pianeta. Gli scienziati sono al lavoro per cercare di capirne le cause e per provi rimedio. Consigliamo a tutti di mantenere la calma e di restare al sicuro nelle proprie case. Ripetiamo: oggi il sole non è apparso in nessun luogo della Terra.

Era un annuncio piuttosto bizzarro che poteva spiegare i comportamenti prima descritti. In ogni caso mi è sembrato di avere visto abbastanza e mi sono diretto verso la mia navetta. L’ho ritrovata senza difficoltà, ma appena ho provato ad accendere i motori mi sono reso conto del problema. Il serbatoio del lubrificante era quasi vuoto, ne avevo un quantitativo appena sufficiente per il rientro, con un po’ di fortuna. Mi sono alzato in volo e ho potuto notare come il liquido lubrificante fosse entrato nell’atmosfera del pianeta provocando l’oscuramento del sole.

Purtroppo questo incidente, non causato da me volontariamente, ha compromesso il mio incognito. Infatti nel buio più totale, le luci di posizione della mia nave sono state avvistate da tutti coloro che si trovavano in zona. Un abitante di questo strano pianeta ha pensato a un’invasione in piena regola e mi ha bersagliato con un curioso aggeggio che si è rivelato estremamente efficace. Infatti ha danneggiato la navetta in modo irreparabile e ho dovuto improvvisare un atterraggio di fortuna.

Le mie offerte di pace non sono state accettate e ora mi trovo prigioniero delle unità carbonio. Fortunatamente, durante la perquisizione l’apparecchio di trasferimento medianico non è stato riconosciuto così mi trovo in grado d’inviare il consueto rapporto. Attendo istruzioni.

Rapporto: 102/7XC

Quartiere Generale Operazioni a Esploratore: ZX38

Il comitato non ha potuto far altro che constatare il fallimento della missione.
Dalla descrizione fatta e dalle analisi effettuate da noi personalmente riteniamo più prudente una decontaminazione totale.
Attendiamo vostro riscontro.

Rapporto: 103/7XC

Esploratore: ZX38

Oggetto: Decontaminazione totale Pianeta 00027

Comprendo necessità decisione.
Soluzione alternativa suggerita: salvare due esemplari di questa razza, un maschio e una femmina, e trasferirli su un Pianeta adatto per osservare le caratteristiche di sviluppo in ambiente controllato.

Rapporto: 104/7XC

Quartiere Generale Operazioni a Esploratore: ZX38

Soluzione alternativa giudicata accettabile.
Individuato soggetto di genere maschile A e soggetto di genere femminile E.
Verranno trasferiti sul Pianeta 10125.
Per attivare la proceduta si trasferimento pronunciare la parola in codice: Eden.

__________
Elena Grecchi
Le stelle di EG

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Informazioni su il Many

(marco manicardi)
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2 risposte a Rapporto: 101/7XC

  1. longosteph ha detto:

    Interessante questo racconto breve. La parte iniziale mi ricorda molto “La Sentinella” di Frederic Brown. La parte iniziale descrittiva si lascia leggere, secondo me però si perde un po’ nel finale. Diventa troppo asettico e impersonale. Finisce così o c’è/ci sarà una continuazione?

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