Apogeo

di Federico Cantoni “Sig. N”

Con il completamento della miniera d’acqua su Plutone, l’avvio dei grandi estrattori di metano, degli impianti riscaldanti e l’arrivo dei primi coloni, la razza umana aveva finalmente messo piede su tutti i pianeti del sistema solare.
Marte, il primo pianeta colonizzato all’epoca dei grandi razzi, era stato interamente terraformato già da quattro secoli e le specie vegetali geneticamente ingegnerizzate sviluppate apposta per il suo suolo ferroso ormai rappresentavano più di un terzo della produzione di cibo complessiva del genere umano.
Mercurio da solo forniva la gran parte delle superleghe ferrometalliche usate negli scafi spaziali, grazie ai dodici milioni di minatori e tecnici che abitavano nelle biosfere sulla sua superficie.
Venere – anch’esso terraformato – ospitava otto miliardi di abitanti e vaste mandrie, a cui era destinata la maggior parte dell’acqua ottenuta dallo sfruttamento degli anelli di Saturno. Dall’atmosfera di quest’ultimo arrivava la gran parte dell’idrogeno necessario a far funzionare la intricata e fragile macchina della civiltà tecnologica.
Giove con le sue riserve di combustibili e ammoniaca era già stato oggetto di sfruttamento dai tempi della prima colonizzazione marziana, e rappresentava una preziosa riserva di combustibile per le navi stellari. Per questo motivo la sua orbita ospitava i più grandi e importanti cantieri spaziali.
La colonizzazione sotterranea di Nettuno, mantenuta dalle immense scorte di metano, era uno dei capolavori di ingegneria dell’ultimo secolo; da pochi anni su Urano era in corso l’estrazione dell’acqua e degli idrocarburi necessari ad alimentare le prime stazioni spaziali in costruzione all’esterno del sistema solare, in vista del “grande balzo” verso Epsilon Eridani e i suoi due pianeti abitabili, un evento che certamente sarebbe arrivato entro il prossimo secolo.
Da decine di lune e pianeti minori venivano regolarmente estratti metalli rari, elementi pesanti, ghiaccio e idrocarburi, trasportati dagli immensi vettori modulari che rappresentavano la spina dorsale del commercio interplanetario.
All’alba dell’anno 2500, la razza umana era pronta a ritornare sull’ultimo pianeta ancora disabitato, la Terra, con i suoi venti radioattivi, l’atmosfera tossica e le tempeste permanenti che circondavano il Grande Cratere Nordamericano.

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Federico Cantoni “Sig. N”
“Sig. N”, noto ai più, e soprattutto alle autorità, come Federico Cantoni. Vive e vegeta in provincia di Monza e Brianza, sforzandosi nella prima attività ma eccellendo nella seconda. Mannaggiatore di progetti di professione, mastica la fantascienza fin dalla giovane età: la rivelazione che gli Urania non fossero commestibili, e contenessero addirittura testo, per lui ha rappresentato una svolta. Tra i suoi romanzi di fantascienza preferiti, il “Ciclo della Fondazione” di I. Asimov, “Scambio Mentale” di R. Sheckley, le short stories di Frederic Brown, “L’Italia che ho in Mente” di S. Berlusconi.

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(marco manicardi)
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Una risposta a Apogeo

  1. longosteph ha detto:

    Meraviglioso! Fa sognare al punto giusto un qualcosa che presumibilmente prima o poi potrebbe avvenire, e risulta cattivo al punto giusto nel rappresentare la natura umana. Complimenti Sig. N!

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