La Battaglia di Hunz

di “FFrancesco”

Futuro, anni ’70.

Ci volle parecchio Lego per costruire il primo radiotelescopio al mondo a parabola quadrata, che comunicava con il comando di Capo Kennedy tramite un’antenna Bic Puntafine infilata sulla torretta più alta di Fort Alamo.
Fu proprio questo radiotelecopio che un pomeriggio, dopo i compiti, permise ai nordisti di intercettare il messaggio degli Alieni Buoni, un SOS per essere aiutati a difendersi da altri Alieni Cattivi.
Il Capitano Grant, un progressista di larghe vedute, esaminò con entusiasmo la richiesta, ma fece presente che il suo reggimento aveva già un impegno con un’alleanza di bersaglieri, marines e ussari contro i loro nemici di sempre, una squadra motorizzata dell’Afrika Korps.
Lo scontro finale era previsto a breve, dopo le scuole, quando sarebbero andati in vacanza a Gaeta, a bordo di una Fiat 128 scortata da un Mirage e un Phantom.
Alcuni cowboys sentirono però la conversazione in Lingua Universale fra Grant e gli Alieni Buoni, e si offrirono coraggiosamente di aiutarli.
A tempo di record, dopo aver copiato i compiti in bella, fu costruita una Lego-astronave dai colori sgargianti ma invisibile ai radar intergalattici e alle sorelle più piccole.
Il gruppo di volontari del west era stato in passato brutalmente smangiucchiato da un cane: due erano privi di diverse dita delle mani, altri erano disarmati, uno si reggeva in piedi solo se appoggiato a un altro o con del biadesivo.
Ma alla fine quattro cowboys, più il messicano Pancho con due Colt nelle mani e un cavallo rubato agli indiani senza sella né redini, si stiparono su dei sedili di cubetti rossi in dotazione all’astronave e decollarono senza pressurizzazione né ossigeno: in quel momento la maestra non era presente in camera per eventuali critiche scientifiche al progetto.
Il viaggio fu molto impegnativo, peggio del tragitto El Paso-Juarez al quale erano abituati: asteroidi, raggi cosmici, e una richiesta di informazioni dal Comando Madre – “Cosa stai facendo???” – che per poco non compromise la segretezza assoluta della Missione.
Le vettovaglie erano state limitate a due sole fette di pane spalmato di Crema Novi e a un succo Derby alla pera, bevanda che fu molto criticata dal passeggero messicano abituato all’aguardiente, purtroppo assolutamente proibito dal Regolamento Spaziale Universale.

Finalmente arrivati sul Pianeta dei Buoni, i cinque furono accolti dal democraticissimo Re della Repubblica dei Buoni, che superato lo stupore per l’aspetto imbarazzante dei gringos, raccontò agli eroici volontari terrestri l’orrenda minaccia proveniente dal pianeta Hunz, abitato da una popolazione di insetti ottusi e crudeli, ma abilissimi nel costruire macchine di morte con il Das.
Purtroppo le armi di Pongo in possesso agli Alieni Buoni erano nettamente inferiori alla potenza di fuoco Hunziana, l’ultimatum prima dell’invasione stava per scadere: per sconfiggerli serviva un’Arma Terribile o tanta astuzia.
Il Re guardò i bovari americani e si sentì spacciato, ma prese la parola Tex, che in Lingua Universale promise di escogitare un piano per sconfiggere gli Hunz. Nel frattempo avrebbe gradito una bistecca alta due dita e una montagna di patatine (la torta di mele era già in forno).

Il giorno dopo, Tex lasciò la tenda che ospitava gli alleati terrestri ed entrò nel Palazzo Reale, (una struttura rettangolare con un’ambiziosa scritta “Bata” sulla facciata) facendo risuonare i suoi stivali di plastica dura lungo i corridoi di legno imitazione tek appena lucidato a specchio con il Pronto.
“Ho un piano, Sire” – esclamò Tex sfoggiando il suo sorriso perenne disegnato da uno sconosciuto artista di Hong Kong – “Colpiremo gli Hunz direttamente a casa loro, non se l’aspettano, e abbiamo un astronave invisibile.” – il Re provò ad obiettare che avevano solo due pistole, un ronzino e un Winchester a canne mozze, e che gli Hunziani erano dotati di un Cannone Sfracellatore Atomico, ma Tex era sicuro, non gli colava neanche una goccia di pittura atossica: “Troveremo il loro punto debole, ci paracaduteremo vicino al loro Quartier Generale ed entreremo”.
Il Re lo accomiatò dubbioso, ma promettendo a tutti gli eroi una ricompensa preziosa in caso di successo.
Tex riunì i quattro coraggiosi, e illustrò loro il piano. Una volta penetrati in segreto nell’atmosfera Hunziana, si sarebbero lanciati tutti aggrappati al paracadute preso in prestito da Big Jim, Pancho avrebbe stordito le guardie-scarafaggio con il calcio della pistola, o con l’alito, e Tex, Tom, Ted e Tim si sarebbero introdotti nella Sala Comando del Quartier Generale. Qui avrebbero mandato in cortocircuito il SuperComputer che Controlla il Cannone Sfracellatore Atomico, inserendo una scheda perforata appositamente creata da Tim, che oltre a saper marchiare benissimo il bestiame era un esperto di macchine calcolatrici Hal 9000.

Tutto era pronto, quando risuonò la voce del Comando Madre – “Ma vuoi venire o no che è pronto in tavola???”.

La narrazione qui si deve interrompere, ma i cowboys riuscirono a salvare il Pianeta degli Alieni Buoni dalla schiavitù Hunziana, e tornarono sulla Terra con tutti gli onori e ricchi di doni, come la Pietra Che Cambia Colore, una medaglia commemorativa “Giochi Della Gioventù 1971”, e un Portachiavi Dorato con l’effige “Grotte di Toirano”.

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“FFrancesco”
Praticamente innocuo, ama sua moglie, sua figlia e sopporta un bassotto a Piacenza.
FFrancesco

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(marco manicardi)
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