La più bella del reame

di Elena Marinelli “Osvaldo”

Il reame era parecchio grande. Era grande quanto una Russia e una Bulgaria messe insieme, più un po’ di Grecia. Era un regno pieno di boschi e di laghi, come molti altri, e stava in mezzo all’Oceano, isolato da tutti i continenti.
Nel regno abitavano le menti migliori di tutto l’universo, menti operose, generose e capaci, che erano riuscite a rendere la vita di tutti perfetta: nessuno si ammalava, tutti lavoravano per il bene di tutti, la terra produceva ogni anno i frutti migliori e le industrie producevano solo ciò di cui si aveva bisogno.
Tutti lavoravano cinque ore al giorno al massimo, quasi sempre di mattina, e nel resto del loro tempo libero potevano fare quel che volevano: c’è chi si dedicava al giardinaggio, chi alla cucina, chi ancora alle arti.
Questo regno perfetto fu costruito in circa dieci anni: le menti eccelse lavorarono tutti i giorni, anche a Natale, perché avevano promesso di non impiegarci un giorno in più del dovuto, pena la morte del Re stesso, un Re altrettanto buono e generoso che amava i suoi sudditi come i suoi figli.
La Regina, dal canto suo, era devota e felice, aiutava i sudditi e il Re e non litigava mai con nessuno.

Il regno era quasi finito, erano passati 9 anni, 11 mesi e 27 giorni, il Re era preoccupato perché nessuno aveva dichiarato il giorno dell’inaugurazione, ma le menti eccelse gli assicurarono che avrebbero finito in tempo. In quei giorni non dormirono neanche, ma a un certo punto, durante l’ultima notte di lavoro, un pezzo di un piccolo paese appartenente al regno, uno degli ultimi ai confini meridionali, si ruppe senza una spiegazione plausibile, provocò un buco molto visibile e le menti eccelse dovettero pensare a una soluzione di fortuna.
L’unico pezzo che avrebbe potuto rimpiazzare quello difettoso era contenuto nel castello del Re, era un pezzo della parete della sua stanza: combaciavano perfettamente.
Le menti eccelse rubarono quel pezzo al Re, mentre dormiva, coprirono il buco e al posto del muro incastonarono uno specchio con un microchip piccolissimo con cui lo avrebbero tenuto d’occhio per sempre, per precauzione, e collegato a quello del paese lontano rattoppato.
L’indomani il regno era pronto: strade, case e negozi erano perfetti, i sudditi avrebbero vissuto tutti nell’agio e nella gioia, ma il Re chiese conto del nuovo specchio.
Volevamo fare un regalo alla Regina, dissero, ma abbiamo sbagliato stanza, era buio e così lo abbiamo appeso qui.
Ma la Regina possiede già uno specchio, brontolò il Re.
Sì, ma questo è speciale. Scrivendo una domanda su quella piccola tastiera, lo specchio restituisce la risposta in un secondo. La Regina potrà chiedergli quello che vorrà.
Il Re era così felice del suo regno perfetto che li perdonò e ordinò il cambio delle stanze da letto con la Regina, che fu onorata e felice del suo nuovo specchio.
Le menti eccelse tirarono il fiato, andarono in ferie al mare e ricevettero gli onori di tutti.

La Regina, ogni mattina, per un minuto esatto, interrogava lo specchio, scrivendo:
Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Lo specchio rispondeva Margherita o Cristina o Giuditta o a volte Chiaretta, a seconda di come avesse voglia, ma mai rispondeva: Sei tu, o mia Regina.
Lei non si adirava né si indispettiva per le sue risposte e, anzi, ogni volta che lui le rivelava un nome, la Regina si recava dalla preferita dello specchio e le regalava un’ostrica con dentro una perla.

Un giorno la Regina si svegliò tutta contenta, si lavò, si profumò, mise un vestito nuovo di uno stilista famoso e un cappello, si truccò per bene e scrisse sulla tastiera dello specchio:
Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Lo specchio rimase interdetto, analizzandola in quel vestito blu e bianco, abituato com’era a risponderle di prima mattina, mentre lei si lavava i denti dopo la colazione.
Carmelina, scrisse lo specchio, e la Regina sciolse una lacrima nel suo mascara migliore.
Specchio, continuò a scrivere la Regina, come è possibile
che io non sia mai la più bella?
Mia Regina, rispose allora lo specchio, sei tu la più bella.
Nessuna ha la tua eleganza, ma è troppo facile per te essere bella: sei ricca, hai bei vestiti, fai un bagno di latte ogni sera.
Mi stai dicendo che le altre donne del regno non fanno i bagni di latte?
Esatto, mia Regina.
E non si truccano?
No, mia Regina.
E non hanno bei vestiti?
No, mia Regina.
Ma come è possibile?
Mia Regina, se tutte fossero belle come la Regina, tutte sarebbero la Regina!
Hai ragione! Però non è giusto. Questo è il regno perfetto, da oggi in poi le donne del regno avranno almeno un bel vestito e dei trucchi e un bagno di latte al giorno, tutti i giorni.
Ma Regina, continuò lo specchio, non è possibile.
Perché?
Perché se tutte usano il latte, prima o poi finirà, non basterà per tutti, e se tutte avranno bei vestiti, anche questi finiranno.
Le sarte non possono farne degli altri?
No, mia Regina, i tessuti preziosi non sono abbastanza per tutte.
Come posso fare, specchio?, scrisse lei in maiuscolo.
Non c’è un modo. Ci può essere una sola Regina e una sola bella del reame.
Ma anche io voglio essere la più bella del reame, almeno una volta.
Allora cedi il posto a una donna del regno.
Uno scambio?, chiese lei.
Sì.
La Regina, tutta contenta, baciò lo specchio e fece delle giravolte, ridendo per lo stupore e la felicità. Convocò subito il Consiglio del Regno e il Re per spiegar loro la sua idea. Acconsentirono tutti.
Mi mancherai, Regina, ma capisco il tuo desiderio, la ammonì il Re.

L’indomani, la Regina salutò lo specchio, il Re e la corte, lasciò tutti i suoi averi al Palazzo e andò via. Conservò solo una perla in un’ostrica, la perla più grande di tutte, e ogni tanto, quando le mancavano il Re e il castello, la guardava, sorrideva e sospirava.

Lo specchio si sentiva sempre più solo; la nuova Regina non gli scriveva mai, non le importava di essere la più bella, voleva solo essere Regina e comandare su tutti.
Un giorno la nuova Regina si recò dallo specchio, che dormiva, lo accese e gli scrisse la domanda:
Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Lo specchio non sapeva cosa fare, la guardò e poi scrisse:
La più bella è la vecchia Regina, solo lei.
La nuova si arrabbiò, gli scrisse di ripensarci, ma lui non rispose più e allora lei aprì la sua borsetta senza farsi vedere, e scrisse ancora:
Specchio, perché non hai scelto me, oggi?
Perché hai un bel vestito, mia Regina, sei molto bella, truccata, e anche il tuo cappello ti dona molto, ma non sorridi mai, non sei felice e la bellezza è dentro il sorriso.

La nuova Regina, allora, tirò fuori la mano dalla borsetta: nel palmo aveva dei sassolini appuntiti, e li scagliò contro di lui che urlò di dolore.
Il microchip fece un sibilo, le menti eccelse ricevettero un segnale strano corredato da un punto esclamativo rosso sullo schermo.
Mia Regina, cosa hai fatto?
Voglio che tu non scelga nessun’altra. Adesso scegli me, sarà così per sempre.
Ma… ma…non è giusto!
Non mi importa!
Devi aggiustarmi!
No!
Ma morirò!
Non morirai, solo non decreterai più la bella del reame, perché da oggi in poi sarò solo io. Per sempre.

La nuova Regina che non sorrideva mai aveva rotto per sempre il microchip e l’unico modo di tenere insieme il Regno perfetto.
Iniziò a piovere, i sudditi più anziani iniziarono a morire, qualche bambino si ammalò e qualcun altro impazzì.
Il Re, avvisato delle disgrazie, richiamò le menti eccelse per chiedere loro conto dei problemi.
Mi avevate promesso un regno perfetto!, disse adirato.
Non sappiamo cosa sia successo!
Riparatelo alla svelta!
Le menti eccelse si consultarono un giorno e una notte e provarono a sistemare il microchip, ma nessuna soluzione funzionava.
Avviliti, confessarono tutto al Re, che si arrabbiò, li processò e li condannò all’esilio in un altro continente.

Da quel giorno in avanti nel regno iniziarono guerre, carestie, pestilenze e su di esso si abbatté un destino inevitabile che avrebbe condotto tutti alla morte.

__________
Elena Marinelli “osvaldo”
Barabbista per meriti conseguiti sul campo. Nasce nella molisola che non c’è, ha scritto un libro di carta e un paio di libri elettrici, legge sempre dal vivo e fa i biscotti.
Barabbanovelz

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(marco manicardi)
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3 risposte a La più bella del reame

  1. macheath ha detto:

    Racconto splendido. L’ho letto tutto d’un fiato immerso nella sua semplice e rarefatta atmosfera fiabesca. E poi un misto di suggestioni che fa emergere la verità con il non-detto. Questa è una storia che leggerò la sera anche ai miei figli.

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